Riscaldamento globale, tartarughe liuto marciano veloci verso l'estinzione

tartaruga liuto Pacifico orientale

La tartaruga liuto (Dermochelys coriacea), la gigante delle tartarughe marine, è a rischio estinzione nel Pacifico orientale. A minacciarne l'esistenza il solito animale uomo che compromette la riproduzione delle tartarughe perpetuando un bracconaggio selvaggio delle uova nelle spiagge prescelte per la nidificazione.

Altro fattore di rischio che accelera il cammino delle tartarughe liuto verso l'estinzione è la pesca indiscriminata e ben poco sostenibile che spesso le vede finire nelle reti insieme ai pesci, restando intrappolate, gravemente ferite o peggio finendo soffocate.

Come se non bastasse, alla mano diretta e violenta dell'uomo si va a sommare l'impatto del riscaldamento globale, causato dalla mole di emissioni di gas serra provocate dalle attività umane. Secondo un recente studio, condotto dai ricercatori della Drexel University e della Princeton University, per le popolazioni di tartarughe liuto del Pacifico, il 21° secolo potrebbe essere l'ultimo.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Nature Climate Change, spiega che le sabbie sempre più secche e le temperature elevate rovinano le uova ed uccidono i piccoli, causando un rapido declino della popolazione di tartarughe liuto.

I ricercatori stimano che entro il 2100 la popolazione di tartarughe liuto del Pacifico orientale potrebbe subire una riduzione a dir poco drastica. Si parla infatti di un calo del 75 per cento che renderà sempre più difficile alle poche tartarughe superstiti recuperare e riuscire ancora a riprodursi per garantire la sopravvivenza della specie.

A Playa Grande in Costa Rica, nel 1990 c'erano 1.500 tartarughe sulla spiaggia. Ora ad ogni stagione riproduttiva si contano appena 30-40 femmine nidificanti. Per salvare le tartarughe, oltre a proteggere le spiagge e ad intensificare gli sforzi per proteggerle dalle reti dei pescatori, ora si pensa a garantire un certo grado di ombra ai nidi e ad irrigare le spiagge troppo secche nella stagione riproduttiva.

Via | Newswise - Drexel University
Foto | Flickr

  • shares
  • Mail