Un lettore riflette sui SUV


Un lettore ci manda una lunga serie di rifelssioni sui SUV in contesto urbano e sugli effetti delle strategie di tassazione.

Premessa: sono contro i SUV in città

Così come sta emergendo dai primi riscontri sulla finanziaria sembra proprio che si sia optato oltre che a sanzioni direttamente proporzionali all'inquinamento prodotto, pure ad una tassazione di una sola categoria di macchine: I SUV. Sui criteri di riconoscimento di cosa sia un SUV o cosa non lo sia non mi sembra che ci sia una gran chiarezza. Leggo oggi su repubblica che per SUV si intendono tutte le 4x4 (ma allora anche la panda è un SUV?? bhooo...)... Speriamo che almeno nel testo della finanziaria ci sia una definizione chiara.

In ogni caso a prescindere di mancanza di una "definizione di SUV" mi sembra che questa tassazione sia una misura un po' miope o perlomeno fatta con i paraocchi. Come dicevo in precedenza i SUV sono macchine di per se assurde in determinati contesti (quello cittadino fra tutti), però in campagna (naturalmente c'è campagna e campagna) possono essere un minimo giustificati: ad esempio chi vive in montagna è molto più legittimato a comprare un SUV di chi vive in campagna intorno ad una città: si capisce che si sente discriminato e non è da biasimare se parla con tono vittimista.

Io avrei preferito che nella legge si parlasse di tassazione "contestualizzata", cioé con l'aggiunta di qualche variabile. Ad esempio chi compra un SUV ed è residente in montagna non paga la tassa, chi compra un SUV ed è residente a Firenze ne paga il quintuplo di tasse... E badate bene non perché si tratti di un SUV, ma perché si tratta di un veicolo fuori dal suo contesto (non serve una 4x4 grossa come un camioncino per girare in centro cittadino). Per i residenti in città mi sarebbe piaciuto vedere politiche di incentivazione o detassazione per autobiposto (vedi smart e/o piccole auto elettriche) e qualche provvedimento (ad ora non so se di fatto siano contemplati nel testo della finanziaria) per le due ruote

In definitiva l'obiettivo dei provvedimenti dovrebbe essere quello di dare una parvenza di "logicità" all'acquisto di auto per risolvere i problemi di inquinamento e congestione delle città italiane (perché ripeto, i problemi sono più che altro lì).
Invece è stata fatta una tassazione indiscriminata su una categoria di macchine.

A me pare un po' una caccia alla strega... esattamente ciò che ci auspicava non accadesse qualche mese fa...

La cosa che cmq mi lascia più perplesso è l'assenza (non mi sembra ne abbiano parlato in questi giorni) di provvedimenti contro case automobilistiche che immettono sul mercato auto inquinanti. I Problemi si risolvono sia a valle che a monte. Se da un lato fanno pagare di più i cittadini perché comprano auto inquinanti (che di per se come provvedimento è giusto) perché non fanno pagare delle tasse o si impongono vincoli pure ai costruttori che immettono sul mercato auto non teconologicamente ed ecologicamente innovative e ahimè ancora inquinanti?

A tal proposito si pensi al fatto che così come si sta evolvendo la cosa se da un lato lo stato non impone delle condizioni (economiche sanzionative o direttive di produzione) dall'altro le arricchisce.

Quando si creano misure come l'ecoincentivo e l'ecotassa, mentre noi sborsiamo soldi perchè ci tocca o pagare più di tasse o nel peggiore dei casi cambiare macchina perchè non a norma, c'è qualcuno che brinda a champagne: le case automobilistiche (in compagnia delle tychoon del petrolio). Lo stato, con la formula ecoincentivi + ecotassa sta procurando potenziali nuovi clienti per i costruttori. Con provvedimenti del genere (è lampante) se da un lato si tende a ridurre il numero delle vetture più inquinanti, dall'altro si rinnova il bacino di acquirenti a cui rifilare macchine che di fatto non sono ecologicamente innovative. Si sta affrontando come al solito il problema dell'inquinamento con una politica "monca". Non che la formula ecoincentivazione + ecotassazione sia sbagliata, anzi, penso che sia necessaria, il problema è che è applicata unilateralmente. Si tratta di provvedimenti che non massimizzano "l'efficacia risolutiva" se il problema che ci si è preposti di risolvere è la decongestione del parco auto e la riduzione dell'inquinamento in modo sostanziale. Che senso ha incentivare qualcuno a comprare nuove auto su cui tra 2/3 anni dovrà pagare nuovamente tasse e che di fatto non rappresentano in alcun modo alcuna innovazione in campo tecno-ecologico?

L'ecoincentivo senza tassazione (o multa) alle imprese mi sembra un modo per prolungare il l'agonizzante era del petrolio e affini per la mobilità dell'individuo (compresi combustibili vegetali che di fatto non sono una vera e propria innovazione ecologica, anzi in fin dei conti allungano la nostra dipendenza dal combustione di oli inquinanti per fini di mobilità a discapito di soluzioni veramente innovative come idrogeno ed eolico). E' un modo lento per chi produce macchine e vende petrolio di ritardare l'introduzione di vetture che realmente siano ecologiche...

Per concludere qualche domandina (un po' retoriche):


  • Perchè non hanno fatto una specie carbon tax pure per fiat, wolswagen &Co.? in fin dei conti noi inquiniamo ma le macchine ce le danno loro.

  • E cosa succederebbe se il governo, mentre da un lato propone ecoincentivi e ecotasse dicesse alla mercedes "tu in italia vendi solo auto ibride sennò paghi di tasca tua una multa multimilionaria"?

  • I Politici il bastone lo fanno vedere a noi mentre la carota la danno a mangiare a qualcun altro.

[di Pentolaccia]

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