Chi distrugge il nido della rondine offre casa alle zanzare

nido di rondine

Chi tappa e distrugge i nidi delle rondini non solo commette un reato contro una specie protetta ma fa un enorme regalo alle zanzare. I piccoli di rondine e le rondini si nutrono infatti anche di zanzare ed allontanarle, distruggendo vecchi e nuovi nidi, potrebbe fornire un terreno ancora più fertile ai fastidiosi insetti ostacolando la lotta biologica.

Il monito arriva dall'ENPA Savona che nei giorni scorsi, in via XX settembre, ha dovuto constatare l'ennesima violazione del diritto alla vita ed al nido delle rondini. Nei lavori di rifacimento della facciata di un palazzo sono infatti stati tappati i nidi delle rondini.

Gli animalisti si sono insospettiti nel vedere le rondini girare freneticamente ed invano alla ricerca dei loro vecchi nidi. Dopo migliaia di chilometri in volo, attraverso intemperie, incidenti e sventure, è così che accogliamo le rondini: sbarrandogli la porta di casa. A dir poco triste come benvenuto.

Pensate che nelle scorse settimane l'ENPA ha soccorso oltre cinquanta nidiacei. L'ENPA segnalerà alle autorità la grave violazione rilevata in via XX settembre. Le rondini e i rondoni sono specie protette e chiunque ne distrugga i nidi, in special modo nelle fasi più delicate, quali sono la nascita e la fase di nutrimento e crescita dei piccoli, sta violando la legge.

Ne parlavamo a primavera di come spesso nella ristrutturazione delle facciate degli edifici, di tetti e grondaie non si tenga affatto conto degli altri inquilini: spetta ai Comuni disciplinare e vigilare per salvare le rondini. Se avvistate qualcuno che distrugge un nido di rondini segnalatelo alle autorità. In caso di ristrutturazioni di vecchi edifici che ospitano nidi di rondine, presentate al Comune la delibera salvarondine LIPU.

Utile inoltre, proprio come avviene con le bat-box, installare dei nidi artificiali per attirare e ospitare le rondini, tenendo lontane le zanzare in modo tanto naturale quanto efficace.

Via | Genova Oggi Notizie; LIPU
Foto | Flickr

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