Pecoraro e il caro energia

Andamento dei prezzi del petrolio

Ieri, a Roma, Verdi, Confartigianato e Cna hanno organizzato un sit in di fronte alla sede dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas. Pecoraro Scanio, ministro dell'Ambiente e parte attiva della cabina di regia sull'energia, si propone di tutelare gli utenti dagli aumenti delle tariffe, legate anche al prezzo del petrolio (di cui il grafico).

In particolare, Pecoraro ha dichiarato: "i costi delle misure necessarie al rispetto degli impegni di Kyoto che davvero rappresentano un obiettivo a tutela dell'ambiente e della collettività non possono essere scaricati sugli utenti. Sarebbe auspicabile stabilire un principio: le aziende le cui attività sono in attivo e comportano un aumento dei dividendi agli azionisti devono detrarre i costi di Kyoto dai maggior profitti piuttosto che scaricarli in bolletta''.

Permettetemi alcune piccole note critiche:


  1. Le aziende cercheranno di fare investimenti, come comprare auto ai dipendenti pur di evitare di cadere in zona tassabile. Lo fanno già adesso.

  2. Le entrate di una azienda elettrica sono le bollette dei clienti... dove altrimenti si pensa di attingere ai costi?

  3. Se i costi ambientali non vengono internalizzati e non finiscono in bolletta, l'utente non si renderà mai conto di quanto davvero "costa" quello che vorrebbe comprare e non si darà mai da fare per risparmiare davvero.

  4. Le aziende in rosso contribuiscono al riscaldamento del pianeta come quelle in attivo. Se gli interessi della comunità dovessero prevalere su quelli della singola azienda, i costi di Kyoto dovrebbero pagarli tutti. E se questo comporta un fallimento dell'azienda, pazienza.

Ben venga, quindi, che i costi di Kyoto finiscano in bolletta, facciamo spazio al risparmio energetico per alleviare le spese degli utenti e rispettare le richieste del protocollo. Ben venga che le aziende possano andare in attivo (se ce la fanno, già vengono tassate, quindi non mi sembra il caso di infierire). Ben venga che chi deciderà di investire nelle nuove aziende energetiche, favorendo la concorrenza, possa guadagnarci. Senza i finanziamenti degli azionisti, con i soli fondi pubblici, non penso che avremo alternative ecologiche al servizio dell'ENEL.

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