Vivisezione, in Gran Bretagna crescono del 26% i test sui gatti

occhi gatto

E mentre l'India si appresta a vietare i test sugli animali nell'industria cosmetica, in Gran Bretagna le sperimentazioni sugli animali sono aumentate di ben il 40% nell'ultimo decennio. Negli ultimi dieci anni, inoltre, è cresciuto a dismisura il numero di gatti impiegati nei test in laboratorio: parliamo di un incremento del 26%.

La denuncia arriva dalla PETA (People for the Ethical Treatment of Animals) che accusa il Governo britannico di non aver mantenuto fede alle sue promesse in tema di vivisezione. Pensate che solo lo scorso anno sono stati impiegati, sia nell'industria farmaceutica che in quella cosmetica, ben 70 mila animali. Gli animali hanno subito in totale qualcosa come 3,79 milioni di procedure, con un incremento del 2% dal 2010.

L'aumento del 40% dal 2000 al 2010 si deve principalmente all'introduzione di animali geneticamente modificati nei test. I test sui suini sono aumentati del 37%, quelli sugli uccelli del 14%, quelli sui pesci del 15%. Sono invece calati dell'11 per cento i test sui ratti, del 16% i test sui porcellini d'India e del 21% i test sui cani e di ben il 47% quelli sui primati, a testimonianza che gli sforzi per trovare metodi alternativi esistono e sono stati premiati.

Ma la PETA ci tiene a non buttarla esclusivamente sui numeri: qui si parla di sofferenze atroci ai danni degli animali, non quantificabili in semplici statistiche. Come ha sottolineato Alistair Currie della PETA Gran Bretagna:

Le statistiche non ci dicono cosa è successo ai gatti e agli altri animali e non ci rivelano le sofferenze che sono costretti a sopportare gli animali nei laboratori.

La vivisezione, prosegue Currie, è un approccio obsoleto e inefficace per la scienza. Esperimenti vincolati dal segreto che non permettono ai cittadini di sapere esattamente quali atrocità stanno finanziando. La Peta chiede a riguardo maggiore trasparenza: è ora di togliere il velo alle atrocità perpetrate nei laboratori, la gente ha il diritto di sapere cosa accade ad altri esseri viventi per far sì che non brucino gli occhi o non ci irriti la pelle la nuova lacca di turno. Per quanto riguarda la ricerca scientifica, molti scienziati lamentano la mancanza di investimenti adeguati a sostenere la ricerca di metodi alternativi in grado di risparmiare inutili sofferenze agli animali.

Via | The Telegraph
Foto | Flickr

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