Riscaldarsi con la segatura: Pellet

Pellet Pellets
Visto l' enorme successo del post sui pellet (più di 3000 commenti) è giunto il momento di ritornare sull' argomento.

Come per il pannello solare vi racconto la mia esperienza personale, o meglio dei miei genitori.

I miei genitori hanno una casa di 350 m cubi circa. Fino a qualche anno fa la riscaldavano con una stufa di ghisa a legna e GPL. La spesa media per riscaldare gli ambienti si aggirava intorno ai 2000 euro l' anno (in realtà scaldavano solo gli ambienti più utilizzati).

Con una spesa di 1.300 euro e 800 di installazione si sono presi una stufa a pellet della Olivieri. La spesa media si è dimezzata: 1000 euro ed ora tutta la casa è calda.

I pellet sono dei piccoli cilindretti di segatura compressa. Hanno un alto potere energetico essendo compressi ed avendo un umidità molto bassa: <10%. L' alta densità di questo prodotto è un vantaggio anche dal punto di vista del trasporto/stoccaggio essendo un materiale che occupa poco spazio.

Il pellet è considerato un combustibile ecologico: viene prodotto con lo scarto della lavorazione del legno, come tutti i biocarburanti il CO2 emesso durante la bruciatura è paragonabile a quello assorbito dalla pianta durante la sua crescita. Anche le altre emissioni dannose, come il NOx, sono ridotte.

Non tutti i pellet sono uguali. C'è chi commercializza pellet di legno trattato, oppure misto a corteccia. Le leggi ed i controlli sono ancora scarsi qui in Italia ed i produttori faticano a certificare la qualità dei loro prodotti. Per esempio ho notato sulle buste di pellet provenienti dall'Austria una quantità notevole di informazioni: il tipo di legno usato, l' umidità residua ecc...

La vendita di stufe a pellet nel nostro paese ha subito un'accellerazione in questi ultimi anni, anche se la produzione di pellet non è aumentato di pari passo. Questo ha fatto si che, specialmente lo scorso anno, ci sia stata una vera "emergenza pellet". Il combustibile non si trovava più da nessuna parte, i paesi produttori come Svizzera ed Austria, a causa del grande freddo, se lo son tenuti per loro. Speriamo che qualcuno qui da noi fiuti l' affare e cominci ad utilizzare in maniera opportuna la "segatura". Ai possessori di stufe non resta che fare come le formiche: una bella scorta nei periodi estivi.

La tecnologia sta comunque evolvendo e la direzione presa pare sia quella della "diversificazione". Esistono infatti stufe che possono bruciare oltre ai pellet mais, cippato, granturco, gusci di nocciole ecc. Queste stufe potrebbero essere un buon metodo per lo smaltimento delle eccedenze di produzione (odio questa parola...).

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