Come staremo tra 20 anni?

Apocalisse tra 20 anni

Rispondo volentieri all'appello alla "segretezza" di Petrolio e vi racconto quello che due giornalisti hanno ascoltato a Venezia, nei corridoi di un congresso di scienziati sul futuro del pianeta. Uno di loro è Beppe Caravita, giornalista del Sole24ore, che racconta l'apocalisse nel suo blog.


  • Da Roma in giù, per quanto riguarda l’Italia, sarà un deserto. (La pianura padana è in fase di desertificazione)

  • La maggior parte delle città del pianeta diverranno rapidamente delle megalopoli. Un caso è già stato simulato, a modello. Phoenix, con la desertificazione dell'Arizona, è prevista passare da meno di un milione di abitanti (oggi) a 30 milioni al 2030 e a oltre 50 nel 2050.

  • L’Amazzonia si ridurrà alle dimensioni di una piccola foresta.

  • Altrettanto diverrà il Borneo, oggi foresta pluviale.

  • Al 2030 quasi tutta l’Australia sarà desertificata. In alcune regioni non piove da sei anni filati e ogni quattro giorni, da quelle parti, si rileva il suicidio di un contadino per fallimento. (C'è chi si suicida con i pesticidi in Cina, mentre in India preferiscono i semi di oleandro.)

  • Oceani sempre più caldi, e innalzamento del livello dei mari non dovuto tanto allo scioglimento dei ghiacci (che c'è e ci sarà) quanto alla semplice espansione termica delle acque.

Visto che il congresso era riservato agli addetti ai lavori, non so se queste notizie arriveranno sui giornali, che si nutrono di comunicati stampa e lanci di agenzia.

Debora/Petrolio si è sentita gelare, io mi sono fatta il conto che fra 20 anni starò seriamente pensando che non sarò in grado di andare in pensione, dovrò lavorare anche per pagare le spese del mondo che se ne va in malora e la cosa non mi suona positivamente.

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