La spazzatura dei torinesi

raccolta differenziata della spazzaturaA Torino la gente comincia a protestare e a chiedere che i propri sforzi servano a qualcosa. Loro differenziano i rifiuti, che poi vengono rimessi insieme e gettati in discarica. Mercedes Bresso, presidente della Regione Piemonte, ha offerto ospitalità ai rifiuti della Campania e il problema "dove mettiamo tutta 'sta mondezza" sta scaldando gli animi.

Gli organismi competenti rispondono che non hanno dati precisi, che i termovalorizzatori non tirano, che manca la tracciabilità del prodotto, bla, bla, bla.

Il 29 % della plastica raccolta nel Torinese finisce in discarica.
Ogni produttore versa al CONAI 72 euro per ogni tonnellata di plastica (imballaggi) prodotta: il 10% di questa cifra copre la quota di funzionamento del COREPLA (Consorzio per il REcupero degli imballaggi in PLAstica). La selezione è affidata alla Demap di Beinasco che vaglia e lavora il materiale trasformandolo in prodotti da rivendere. Il ricavo per il COREPLA è di 100-150 euro a tonnellata. Tra scarto di selezione (24%) e scarto di lavorazione (5%), la quota non recuperabile - smaltita negli inceneritori con un costo di 100 euro a tonnellata -, raggiunge il 29%. Scarto eccessivo, ha già avvertito il Corepla, che si traduce in un costo per la Demap.

Su 100 tonnellate di organico che arrivano all’impianto di Pinerolo, 40 tornano in discarica. Il compost non si vende. Pare che in pochi vogliano spargere sui propri campi il compost fatto con gli scarti di cucina. Situazione buona, invece, per la carta. Secondo COMIECO, delle 152 mila tonnellate raccolte nel 2005 solo 3 mila sono finite in discarica. La qualità della carta di Torino è fra le migliori d’Italia.

via | LaStampa

  • shares
  • Mail
3 commenti Aggiorna
Ordina: