Olimpiadi 2012, sindaco di Londra accusato di barare sui livelli di inquinamento atmosferico

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Leggo sul Telegraph che il sindaco di Londra è sotto accusa per i metodi poco ortodossi con cui camufferebbe i livelli di inquinamento atmosferico a Londra, in vista delle Olimpiadi 2012, ormai vicine allo start. Boris Johnson è stato accusato di frode ai danni della salute pubblica per aver ordinato l'utilizzo di prodotti soppressori delle polveri sottili, nelle aree in cui venivano svolti i controlli. Il tutto per mantenere basse le rilevazioni sull'inquinamento atmosferico, scongiurando le multe, salatissime, dell'Unione Europea.

L'accusa gli arriva da Simon Birkett, direttore di Clean Air London, e si riferisce ad una soluzione salina biodegradabile che attrae le particelle inquinanti alla terra, come una colla, evitando che si disperdano nell'atmosfera. Fin qui niente di anomalo ma Johnson ha fatto spruzzare il prodotto proprio nei 15 siti vicini alle centraline di monitoraggio dell'inquinamento che in questo modo non restituiranno risultati obiettivi.

Johnson si difende, affermando che l'uso degli agenti soppressori delle polveri è solo una delle tante misure attuate in vista dei Giochi per rendere la città più respirabile, insieme alla plantumazione di nuovi alberi ed all'incentivazione della mobilità sostenibile. Birkett obietta che in questo modo i cittadini non sono messi a conoscenza dei valori reali di inquinamento e dunque possono sottovalutare i rischi dello smog.

Ricordiamo che l'inquinamento non solo è un pessimo biglietto da visita per Londra e costa multe salate dell'Unione ma incide anche sulla salute degli atleti. Ne avevamo parlato su Ecoblog, raccogliendo l'allarme dei medici britannici sulle prestazioni fisiche compromesse dalle polveri sottili.

Londra si sta sforzando di dimuinuire l'impatto ambientale dei Giochi ricorrendo a telelavoro e spostamenti in bicicletta, ma il semaforo verde manca ancora su diversi fronti. Pensiamo non solo all'inquinamento atmosferico ed a Johnson che bara sui valori di smog, ma anche alle medaglie realizzate con metalli prelevati dalla Rio Tinto, una compagnia mineraria che non brilla certo per modelli produttivi sostenibili. E poi c'è la questione sponsor: dalla BP alla Rio Tinto sono in tanti a contendersi la medaglia nera... per il greenwashing.

Foto | Flickr

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