Ficarra e Picone contro le trivelle nel Canale di Sicilia

"U mari nun si spirtusa", un video appello in dialetto siciliano per fermare le trivelle nel mare di Sicilia. Testimonial d'eccezione del No trivelle tour di Greenpeace, Salvo Ficarra e Valentino Picone, siculi doc che prestano la loro comicità per sostenere una causa terribilmente seria.

Le trivellazioni sono veri e propri buchi nell'acqua. La campagna di Greenpeace U mari nun si spirtusa, partita la scorsa settimana, attraverserà diverse città costiere della Sicilia per sensibilizzare cittadini ma soprattutto sindaci e amministrazioni locali ad opporsi alle trivellazioni petrolifere nel Canale di Sicilia.

Bisogna farlo per tutelare un patrimonio di biodiversità immensa. La fauna e la flora che si trovano nel Canale di Sicilia sono tra le più ricche dell'intero Mediterraneo e l'impatto ambientale di esplorazioni e trivellazioni per portare a galla l'oro nero farebbe precipitare in un abisso profondo e senza via d'uscita l'habitat di decine di specie vegetali e animali.

trivelle tour greenpeace sicilia

Un tesoro che non ritorna, degno di essere preservato perché mantiene gli equilibri ecosistemici, sostiene il turismo, al contrario del petrolio che inquina e altro non fa che far arricchire le compagnie petrolifere (i soliti noti), a discapito del benessere e dell'economia a basso impatto di intere comunità, fondali e aree costiere.

Greenpeace, sul suo portale, ha lanciato un appello per raccogliere quante più adesioni possibili a sostegno dello stop alle trivellazioni nel Canale di Sicilia. Qui potete firmare l'appello e "Diccillu 'o sinnacu".

Gli attivisti di recente hanno fatto appello persino ai Santi Patroni, srotolando un messaggio nel corso del “Festino” di Santa Rosalia, una delle manifestazioni religiose più importanti della regione. Al passaggio del carro della “Santuzza” lungo le vie centrali di Palermo, da un balcone è comparso un grande striscione:


Santa Rosalia proteggi il mare dalle trivelle.

Sulla spiaggia di Mondello, gli attivisti si sono imbrattati di nero come il petrolio per simulare un disastro ambientale.

Via | Greenpeace
Foto | Greenpeace

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