Quinto Conto Energia: a rischio la sicurezza degli incentivi?

Lo scorso 12 luglio gli incentivi cumulati per il fotovoltaico hanno toccato quota 6 miliardi di Euro ovvero è stato raggiunto il tetto massimo stabilito per il Quarto Conto Energia. Qual è il quadro della situazione ora? Andiamo per gradi. Poco tempo fa è stato approvato il Quinto Conto Energia per il quale è stato previsto uno stanziamento di circa 700 milioni di euro; il nuovo sistema entrerà in vigore a partire dal prossimo 27 agosto.

Ciò significa che per tutti coloro che installeranno un impianto fotovoltaico prima di tale data continueranno a valere le vecchie regole che, tradotto in soldoni, significherà ricevere una tariffa incentivante più cospicua rispetto a quella stabilità dal Quinto Conto Energia. Detto ciò vi è quindi un rischio concreto che i 700 milioni messi complessivamente a disposizione per il nuovo sistema di incentivazione possano essere in parte erosi nel corso di questo mese che ancora rimane per il passaggio dal Quarto al Quinto Conto Energia.

Rischio del quale si dicono certe numerose associazioni di categoria del settore che indicano come il fatto di accedere ad una remunerazione ventennale più vantaggiosa spingerà molti più cittadini rispetto a quelli previsti a premere sull'acceleratore per far in modo che le pratiche per l'attivazione del proprio impianto per essere espletate prima del 27 agosto; insomma, il rischio che il tetto massimo dei 6,7 miliardi possa addirittura essere raggiunto prima dell'inizio del Quinto Conto Energia è elevato.

Forse una preoccupazione un tantino esagerata, ma non è affatto da escludere la possibilità che, vista la minor convenienza per le regole di remunerazione previste per il Quarto Conto Energia, il "tesoretto" da 700 milioni possa essere per lo meno dimezzato di fatto con il rischio che i denari programmati possano essere prosciugati in appena qualche mese dall'inizio del Quinto Conto Energia. Certo, si tratta soltanto di uno scenario, con una certezza però; quale? Quella che, se si dovesse verificare, a dover pagare sarebbero i soliti contribuenti italiani che da anni si trovano non soltanto a dover finanziare le energie rinnovabili, ma anche a pagare per le incapacità di previsione della classe politica italiana.

Via | Nextville.it
Foto | Flickr

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