I cambiamenti climatici metteranno a rischio la produzione termoelettrica?

Un interessante studio dell'International Institute for Applied Systems Analysis (Iiasa, con sede in Austria) pubblicato sulla rivista Nature, ci rivela come i cambiamenti climatici (nello specifico l'aumento della temperatura delle acque superficiali del pianeta con conseguente diminuzione della portata dei fiumi) potrebbe seriamente mettere a rischio la produzione di energia termoelettrica. Attualmente, la maggior parte dell'energia elettrica consumata in occidente è infatti prodotta da impianti termoelettrici su tutti con tecnologia nucleare o con comunbustibili fossili.

Questi impianti infatti dipendono direttamente dalla disponibilità di risorse idriche per il loro corretto funzionamento: il calore non utile alla produzione di energia viene dissipato utilizzando grandi quantità di acqua, generalmente prelevate da fiumi. Se, per qualche ragione, la portata d'acqua al condensatore di raffreddamento del vapore è insufficiente o la temperatura dell'acqua non è sufficientemente bassa, si deve ridurre la produzione di energia elettrica.

Per il momento nulla di nuovo a quanto già si sapesse; lo studio tuttavia non si ferma qui e ci dice che sulla base di numerose simulazioni sui flussi fluviali avviate dal team di ricerca austriaco è stato stimato che il livello dei fiumi in Europa diminuirà in media di circa un sesto rispetto ai valori attuali nel 2040 e addiorittura di un quarto nel 2080. Questo succederà se verranno confermati le previsioni, condivise dalla maggior parte degli esperti di riscaldamento globale, sull'aumento della temperature di un grado per il 2040 e di due gradi per il 2080.

Dati che, se confermati, non potranno essere trascurati dato che con l'aumento della popolazione mondiale saranno sempre maggiori le richieste energetiche e considerato il fatto che le fonti termoelettriche rappresentano per l'85% su scala mondiale, quelle con cui si produce elettricità. A tal proposito il direttore dell'Istituto austriaco invita a prendere atto di queste osservazioni e ripensare a questo tipo di centrali: queste infatti un breve futuro dovranno essere sempre più capaci non soltanto di utilizzare l'acqua salata, ma anche di essere decisamente più efficienti.

E le rinnovabili? Lo sviluppo di queste dovrà continuare ed arrivare a coprire la quota parte più ampia possibile a livello planetario, tuttavia pensare che in pochi decenni si possa fare a meno delle centrali termoelettriche al momento rappresenta pura utopia; sarà pertanto importante che si lavori per rendere più efficiente possibile il funzionamento delle tecnologie non rinnovabili non soltanto per un discorso di sostentamento energetico, ma anche per permettere alle tecnologie più pulite di guadagnare sempre più spazio.

Via | Nature.com
Foto | Flickr

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