SOS Green Hill: l'azienda fa ricorso contro l'affidamento dei 2500 beagle

Mentre domani Brescia e l'Italia si preparano a festeggiare l'effettiva liberazione dei 2500 beagle con l'operazione SOS Green Hill per cui sono stati nominati custodi giudiziari Lav e Legambiente, l'azienda presenta ricorso al tribunale del riesame di Brescia per fermare gli affidamenti temporanei.

La notizia viene data dal quotidiano Brescia Oggi che scrive:

I legali della Green Hill stanno mettendo a punto una strategia legale per bloccare in extremis gli affidamenti. I tempi sono strettissimi e in caso di impugnazione del decreto della Procura i giudici dovranno pronunciarsi entro oggi al massimo.



Dunque a 24 ore dall'inizio delle pratiche di affidamento per i primi 156 beagle, quelli che risultano essere già venduti alle case farmaceutiche, rischia di essere rimesso in discussione tutto il provvedimento. Infatti secondo l'azienda Green Hill 2001 non esistono i presupposti al sequestro e nel comunicato stampa diffuso fanno sapere, come riporta Qui Brescia:

Il paradosso di questo provvedimento è dimostrato dalla deriva di un sequestro nato per fare un’ulteriore verifica delle attività svolte e utilizzato invece per alimentare un processo di piazza attraverso la fuga di notizie frammentate o infondate. Esistono normative italiane ed europee che regolano l’allevamento degli animali e la sperimentazione animale. Il nostro compito è quello di rispettare queste normative, e non quello di rispondere alle provocazioni e alle illazioni di chi le ignora o le vuole stravolgere.

Di diverso parere la magistratura secondo cui il reato imputato a tre indagati, l'amministratore unico, il veterinario e il direttore dello stabilimento è maltrattamento di animali in concorso, reato reiterato dall'apertura dell'azienda il 1° luglio 2001 al giorno del sequestro 18 luglio 2012.

Foto | Occupy Green Hill

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