Il sequestro dell'Ilva di Taranto per Nichi Vendola: "Tra industrialismo cieco e ambientalismo isterico"

Il post scritto a caldo da Nichi Vendola sul suo blog sta facendo montare la polemica intorno al sequestro di poche ore fa dell'Ilva di Taranto disposto dalla Procura di Taranto e firmato dal Gip Patrizia Todisco. Alla base del provvedimento la maxiperizia depositata lo scorso gennaio proprio al Tribunale di Taranto dove secondo i periti che l'hanno redatta i livelli di inquinamento generato dagli impianti non sono stati ridotti a sufficienza.

Per Nichi Vendola la realtà è ben diversa e anzi rivendica la legge regionale da lui voluta nata proprio per contenere le emissioni di diossine. La frase che sta sollevando mugugni e stizza tra i vari social network e con risposte piccate anche allo stesso indirizzo del Governatore della Puglia è la seguente:

Dobbiamo evitare di giocare in maniera cinica sulla pelle della città di Taranto: c’è chi pensa che tra i due beni da proteggere, uno debba prevalere sull’altro. Noi ci siamo sempre contrapposti sia all’industrialismo cieco che non sentiva l’urgenza di dover compiere un salto anche culturale sull’ambientalizzazione degli impianti, ma ci siamo anche contrapposti anche ad un certo ambientalismo fondamentalista ed isterico che pensa che fra i beni da tutelare non ci debba essere anche il lavoro. E’ finita l’epoca in cui le ragioni dell’economia e della crescita rendevano l’esercizio anche del diritto alla vita e alla salute un esercizio marginale o retorico. Oggi è obbligatorio rendere compatibile il lavoro, l’occupazione, l’industria con il diritto alla salute e alla vita.



Che detta dal presidente degli Ecodem, Ecologia, Sinistra e Libertà, come dire? fa un certo effetto. Magari un discorso del genere che ne so? te lo aspetti da un Bersani grande amico degli inceneritori e anche da un leghista, ma da un ecodem proprio no. Comunque sono parole di convenienza? Seria analisi della questione economia di Taranto? Politica del ravanello?

Nichi Vendola reclama i risultati ottenuti attraverso la legge ambientale regionale e spiega:

L’aumento esponenziale delle attività di monitoraggio ambientale di ARPA Puglia nell’ultimo quinquennio è stato elemento essenziale nei risultati ambientali che la Regione ha ottenuto (riduzione di 20 volte delle emissioni di diossine dal camino E312 dell’impianto di agglomerazione, contenimento delle criticità ambientali da Benzo(a)pirene e PM10 nel Quartiere Tamburi, supporto alla imposizione di numerose applicazioni BAT che hanno consentito la riduzione significativa delle emissioni ILVA negli ultimi anni).

Anzi aggiunge che come per altri casi in cui vi è un danno collettivo si costituirà con l'Ente che rappresenta parte civile.

Così è se vi pare.

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