Cambiamenti climatici, in aumento i casi di cancro alla pelle per la perdita di ozono

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I cambiamenti climatici incidono pesantemente sulla salute pubblica: pensiamo alle malattie infettive che si propagano più velocemente per via delle alte temperature, habitat ideale dei batteri e delle specie veicolo di infezioni come le zanzare. O ancora alla siccità, sempre più prolungata in diverse aree del mondo, che mina le riserve idriche di acqua dolce, indispensabili per garantire adeguate condizioni igienico-sanitarie alla popolazione scongiurando la trasmissione di patologie infettive.

Dall'Università di Harvard arriva un'ulteriore relazione pericolosa tra i cambiamenti climatici e la salute pubblica, un allarme che ci riguarda tutti: Paesi occidentali e Paesi in via di sviluppo. I ricercatori hanno infatti previsto un aumento dei casi di cancro alla pelle dovuti alla progressiva perdita di ozono.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Science, mette in guardia dai rischi dell'assottigliamento progressivo dello strato di ozono. Privati del nostro schermo protettivo naturale, verremmo esposti ad una maggiore quantità di raggi ultravioletti (UV), liberi di raggiungere la superficie terrestre, con un conseguente aumento dell'incidenza di cancro alla pelle.

James G.Anderson, prima firma della ricerca, spiega che il vapore acqueo immesso nella stratosfera quando si scatenano violenti temporali è in grado di convertire le forme stabili di cloro e bromo in radicali liberi, capaci di trasformare le molecole di ozono in ossigeno. Recenti studi hanno suggerito che la frequenza e l'intensità delle tempeste è collegata ai cambiamenti climatici. Dunque si può affermare che sono proprio le conseguenze dei cambiamenti climatici a far lievitare i casi di cancro alla pelle.

Secondo Anderson, bisogna intervenire sulle poche certezze note sui cambiamenti climatici. Sappiamo che le emissioni di CO2 sono legate al riscaldamento globale che a sua volta genera tempeste di forte intensità e più frequenti, capaci come abbiamo appena illustrato di interferire con lo strato di ozono esponendoci ad un rischio maggiore di cancro alla pelle. Ecco perché mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, riducendo le emissioni di CO2, è essenziale. Anche perché, spiega Anderson, gli effetti sono visibili anche su colture cruciali per l'approvvigionamento alimentare: mais, frumento e soia potrebbero infatti subire danni irreversibili al DNA a causa delle radiazioni nocive.

Via | Harvard University
Foto | Flickr

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