Stop alla spedizione di 50 macachi: un passo in più contro la vivisezione

E' stata annullata la spedizione di cinquanta macachi provenienti dalle Barbados e destinati ai laboratori italiani di una multinazionale del farmaco. Ne danno notizia L’ENPA e la Federazione italiana associazioni diritti animali e ambiente.

Gli animali sarebbero dovuti arrivare in Italia all’aeroporto di Roma e, da qui, avrebbero dovuto essere smistati verso i centri di vivisezione di una casa farmaceutica italiana (il cui nome, al momento, non è stato diffuso). Le proteste sollevate nei giorni scorsi dalle associazioni animaliste però, coadiuvate da un’intensa mobilitazione della società civile evidentemente galvanizzata dalle recenti notizie sul “lager” di Green Hill, hanno imposto una battuta d’arresto alla spedizione dei primati.

Sulla rete, infatti, già da diversi giorni si rincorrevano le notizie di una grossa manifestazione che si sarebbe dovuta tenere nella Capitale per urlare “no” alla vivisezione. Un momento importante per ribadire questo concetto, a pochi giorni dalla prevista dead line (il 10 agosto) per presentare la proposta di modifica dell’attuale normativa in materia al Parlamento europeo.

Secondo l’ENPA,

l’annullamento della spedizione è un segnale positivo che tendera' a scoraggiare sempre di piu' le case farmaceutiche e ad ottenere la stop definitivo delle crudeli spedizioni di animali in giro per il mondo per pratiche di sperimentazione che destano sdegno e il disprezzo dei cittadini anche nei confronti di quelle compagnie aeree che, disponibili a questi 'viaggi della morte', si rendono complici degli esperimenti sugli animali. Un ringraziamento di cuore va al questore Antonio del Greco che, in azione congiunta con la Asl Roma D e il Corpo forestale dello Stato, ha fornito un contributo fondamentale all'annullamento dell'invio dei macachi

Via | Enpa
Foto | Flickr

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