Le Olimpiadi del cormorano imperiale, immersioni profonde ad alta velocità

Ieri ci eravamo lasciati con gli atleti olimpici a bere il loro vino equosolidale. Oggi restiamo in tema di Olimpiadi in un certo senso, trasferendoci nel regno animale che in quanto a prestazioni atletiche non teme rivali. Lo dimostra questo video eccezionale, il primo nel suo genere a riprendere le prodezze subacquee del cormorano imperiale, un uccello imbattibile in immersioni nell'oceano. L'unico rivale che teme è l'uomo, veloce, velocissimo, a distruggere il suo habitat.

Il cormorano imperiale è stato ripreso grazie ad una microcamera, installata da un'équipe di ricercatori della Wildlife Conservation Society (WCS) e del National Research Council of Argentina, coordinati dal dottor Flavio Quintana. Il cormorano riesce ad immergersi in acque profonde, raggiungendo i 45 metri sott'acqua in meno di 40 secondi.

A quel punto si dedica al suo pasto, un fast food, sostenibile, of course. In ottanta secondi riesce ad afferrare e divorare un pesce serpente, strappato alle profondità degli abissi oceanici. Quaranta secondi più tardi è di nuovo in superficie.

La velocità nel regno animale è tutto per sopravvivere. I ricercatori stanno monitorando oltre 400 cormorani a Punta León in Patagonia (Argentina), un'area costiera protetta che ospita oltre 3.500 coppie di cormorani. Negli ultimi dieci anni Flavio Quintana ha studiato con la sua équipe le abitudini alimentari dei cormorani imperiali, con l'obiettivo di raccogliere informazioni più dettagliate per proteggere l'habitat di questo uccello spettacolare.

La microcamera è stata installata sul cormorano grazie alla collaborazione con Carlos Zavalaga e con Ken Yoda dell'università giapponese di Nogoya. Oltre alle microcamere, i ricercatori si stanno avvalendo di sistemi di tracciamento GPS all'avanguardia per studiare gli spostamenti del cormorano e identificare le aree preferite dall'uccello quando va a caccia. In questo modo si potranno creare aree protette più circoscritte e adottare strategie maggiormente efficaci per la sopravvivenza dei cormorani, specie a rischio estinzione.

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