Vivere senza olio di palma per un anno

Un anno fa, era il 3 luglio 2012 quando Adrien Gontier studente di Strasburgo di 25 anni decise di dire addio all'olio di palma. L'impresa non è facile poiché questo olio è contenuto in maniera a volte evidenziata in etichetta altre volte occultato in moltissimi prodotti industriali: surgelati, gelati, biscotti, cioccolato,salse, latte per l'infanzia, ma anche in saponi shampoo, cosmetici e creme; è usato anche per mangimi animali e nei carburanti attualmente in vendita.

Adrien ha vinto la scommessa tra mille difficoltà che racconta nel suo blog e ha messo in luce la triste realtà: per produrre olio di palma si procede alla deforestazione di immense aree forestali di Indonesia e Malesya; l'olio di palma non è salutare e conviene solo all'industria alimentare e cosmetica perché costa poco rispetto a altre materie prime vegetali.

Il bilancio di Adrien oggi 26enne è stato pubblicato su Le Monde e il ragazzo racconta della difficoltà di volta in volta di intercettare l'olio di alma che sulle etichette compare spessissimo in cima alla lista degli ingredienti (quindi tra le materie prime più usate) ma con nomi diversi: grasso vegetale, olio vegetale, o come addittivo alimentare E 304, E 305, E 471 o come agente attivo quale laurylsulfate sodium, acido palmitico, laureth sulfate, glycéryl stearate. Da questa sua esperienza ne è derivato l'elenco dei nomi usati per indicare l'olio di palma e la lista è davvero impressionante.

Adrien senza perdersi di coraggio ha iniziato a stilare una lista dei prodotti contenenti olio di palma indicato tra gli ingredienti con nomi spesso sconosciuti alla maggior parte dei consumatori.

Adrien spiega che ha trovato olio di palma anche in prodotti biologici e del commercio equosolidale sebbene certificato con il marchio RSPO. Avvisa però che molte aziende ricorrono a queta certificazione per acquistare una piccola parte del prodotto di cui hanno necessità per fare greenwashing e che in realtà usano olio di palma prodotto con metodi convenzionali, così come denunciato dalla ONG Amis de la Terre: ossia radendo al suolo le foreste pluviali.

Via | Le Monde
Foto | Vivre sans huile de palme su Fb

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