L'intelligenza della iena

Se dovessero chiamarvi iena d'ora in avanti, oltre a sentirvi vili e crudeli sentitevi anche un po' intelligenti. Già, perché un recente studio condotto dai ricercatori della Michigan State University ha confermato che alcune iene sono dotate di grande intelligenza e riescono a pensare fuori dagli schemi, risolvendo più in fretta i problemi.

Non sono molte le iene intelligenti capaci di pensiero laterale, esattamente appena 9 su 62 di quelle coinvolte nell'esperimento, ma quelle poche sono una scheggia nell'utilizzo dell'ingegno per cavarsela in situazioni difficili. La ricerca, pubblicata sui Proceedings of the Royal Society B, ha esaminato il comportamento di un gruppo di iene in Kenya, chiamate ad aprire una scatola metallica contenente della carne cruda.

Gli zoologi della MSU hanno scoperto che le iene venute a capo del compito erano quelle più intraprendenti. Ad avere successo, riuscendo infine ad aprire la scatola, sono stati infatti gli esemplari che hanno provato più soluzioni, tra cui mordere, lanciare, sbattere a terra e spingere la scatola.

Altra lezione che arriva dalle iene è il coraggio di lanciarsi in imprese nuove, pur consapevoli dei rischi. Le iene non avevano mai visto prima di allora una scatola di acciaio. I ricercatori hanno notato che le iene più veloci ad avvicinarsi alla scatola senza timore, con molta probabilità riuscivano anche a risolvere il puzzle e ad aprirla.

Per un animale selvatico, avvicinarsi ad oggetti sconosciuti, non meglio identificati, può essere molto pericoloso ma questa ricerca dimostra che alcuni esemplari sono disposti a correre dei rischi per assicurarsi nuovi vantaggi.

Problem solving, audacia e... terza caratteristica, meno essenziale, delle iene di successo: persistenza. Non tutte le iene che hanno trascorso più tempo intorno alla scatola, arrovellandosi per capire come aggirare la chiusura, sono infatti riuscite ad aprirla. Molte provavano e riprovavano lo stesso metodo, invano. Iene di coccio, insomma, incapaci di vedere la scatola da altre prospettive...

Foto | Courtesy of Michigan State University

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