Incendi dolosi, lettera ai piromani

incendi ischia

State bruciando il ramo su cui siete seduti.

Si rivolge così Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, ai piromani che stanno mandando a fuoco centinaia di ettari di bosco. Biodiversità dal valore inestimabile che va in fumo in poche ore, pensiamo alla Riserva dello Zingaro, in Sicilia distrutta da un insieme di fattori micidiali: dolo, caldo incendiario, incuria e cattiva gestione del territorio e delle risorse forestali, scarsa o nulla prevenzione degli incendi... Spiega Legambiente che i roghi sono spesso di natura dolosa, appiccati per fini speculativi e dunque ancor più prevenibili e prevedibili, aggiungiamo noi.

Motivi diversi vi spingono a compiere questi atti criminali. C’è, ad esempio, chi cede alla seduzione di un facile e immediato guadagno offrendosi come manovalanza a basso costo a quanti intendono speculare sulle aree percorse dal fuoco, c’è chi spera di prenotarsi un futuro lavoro di rimboschimento, c’è chi deliberatamente vuole attaccare le aree naturali protette e i parchi, perché ogni vincolo, per chi vuole devastare il territorio a proprio uso e consumo, è insopportabile, c’è chi fa dell’illegalità e dell’attacco ai beni comuni il proprio mestiere quotidiano, c’è chi spera di ricavare un vantaggio personale dall’arrivo di finanziamenti destinati alle attività di spegnimento.

Ma il fumo annebbia il cervello già decisamente poco terso dei piromani: bruciare le aree verdi non porterà ricchezza, ma solo desolazione e perdite irreversibili di quel patrimonio boschivo e paesaggistico che da solo potrebbe sfamarci, per quanto è bello e ricco da mozzare il fiato:

Gli incendi dolosi sono un crimine ai danni del patrimonio comune, perché mandano in fumo le possibilità di crescita e sviluppo di tante economie locali potenzialmente ricchissime. I soldi non si fanno bruciando aree verdi, ma tutelandole e lavorando insieme alla parte migliore del Paese per costruire sviluppo e occupazione. C’è bisogno di gestire, curare, migliorare la qualità dei nostri boschi, dei nostri ambienti naturali, è qui che si possono creare mille mestieri, mille attività legali e legittime che danno lavoro. Come diceva Tonino Guerra il nostro petrolio è la bellezza.

A tragedia si aggiungerà tragedia, dal momento che il fuoco farà terra bruciata anche delle protezioni naturali contro i danni dell'acqua:


Così facendo non solo state distruggendo una parte, spesso la più bella, del Paese ma state mettendo a rischio la vita delle persone e state creando le premesse per nuovi disastri quando le piogge autunnali puntualmente porteranno nuove emergenze.

Via | Comunicato Stampa
Foto | Chiara Marra su Flickr

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