Siccità 2012: è globale e ci saranno guerre per fame

Il 2012 è l'anno della Grande siccità globale. Ma ovviamente non se ne parla: in Tv e sui giornali siamo impegnati a giocare con l'alta finanza e con lo spread. Ma l'economia, quella così detta reale, è al collasso a causa degli scarsissimi raccolti mondiali e non ci saranno per i prossimi anni tante materie prime agricole per tutti: grano, soia, mais, orzo... Dagli stati granaio degli Stati Uniti, alla Russia, all'Asia e all'Africa il caldo ha distrutto la maggior parte delle colture. E già a aprile su The Daily Climate provavano a stabilire dove sarebbero scoppiate nuove guerre a causa della mancanza di cibo: Yemen? Regioni himalayane? La Banca Mondiale fa sapere che i nuovi migranti a causa del clima si muoveranno da Algeria, Egitto, Marocco, Siria e Yemen.

Che questa siccità fosse devastante era stato chiaro agli agricoltori già da marzo e proprio un paio di giorni fa Mario Catania ministro per l'Agricoltura ha annunciato la richiesta di stato di calamità per le regioni colpite dalla siccità: Toscana in testa.

Il prezzo del grano negli Usa aumenta di giorno in giorno. Ma anche della soia e del mais usati per mangimi negli allevamenti. La possibile conseguenza potrebbe essere un aumento dei prezzi in autunno sui cibi in America e non solo. L'economia è globale è dinnanzi a aumenti e speculazioni la Russia potrebbe reagire come già fece nel 2008: chiudendo le esportazioni di grano il che innescò la guerra del pane in Egitto. La stabilità sociale, si sa, è anche garantita dalla continua disponibilità di cibo a prezzi bassi.

José Graziano da Silva direttore generale della FAO dalle pagine odierne del Financial Times chiede agli Usa perciò di sospendere per ora le colture destinate alla produzione di biocarburanti:

La peggiore siccità da 50 anni sta infliggendo enormi danni sul raccolto di mais degli Stati Uniti, con gravi conseguenze per l'offerta complessiva alimentare internazionale. Al momento, la produzione di biocarburanti negli Stati Uniti ha raggiunto i15.2bn galloni nel 2012, per il quale ha usato l'equivalente di circa 121.9m tonnellate ovvero il 40 per cento della produzione di mais degli Stati Uniti. Una immediata sospensione temporanea di tale trasfromazione darebbe po' di tregua al mercato e consentirebbe una incanalazione del mais verso il cibo o come mangime per animali.

Di quanto aumenteranno i prezzi delle commodities agricole? Scrive Michael T. Klare nel suo articolo The Hunger Wars in Our Future:

I conflitti si combineranno con un altro rischio: la persistente siccità e la fame costringeranno milioni di persone ad abbandonare le loro terre native e a fuggire nello squallore di baraccopoli che circondano le grandi città, scatenando l'ostilità da quelli che già vivono lì. Una situazione analoga con risultati raccapriccianti, si è verificata nelle baraccopoli di Johannesburg nel 2008, quando gli immigrati disperatamente poveri e affamati giunti dal Malawi e dallo Zimbabwe sono stati attaccati, picchiati e in alcuni casi bruciati a morte dai sudafricani poveri. Altri milioni giungeranno nei prossimi decenni, pressati dalle calamità che vanno dalla siccità alle alluvione all'aumento del livello dei mari, proveranno a migrare verso altri paesi, provocando ostilità ancora maggiore.

Via | TomGram, FT, Wired, Live Science,

Foto | DroughtMonitor

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