Chi salverà i Vigili del Fuoco dal terremoto?

Ha ragione la CISL Federazione Nazionale della Sicurezza: abbiamo toccato il fondo, non ci si meraviglia più di nulla e ormai la sicurezza e il soccorso alla popolazione sono un optional in Italia. Parole a commento dell'ennesima vicenda che ha dell'assurdo: la chiusura delle sedi distaccate dei Vigili del Fuoco di Aprilia e Terracina. La motivazione? Non sono antisismiche. In caso di terremoti il grado di sicurezza statico non è accettabile. Spiegano la Fp Cgil e la Fp Cgil Vigili del Fuoco Latina che il fatto era ampiamente e da tempo noto:

La tempistica e le modalità denotano la grave approssimazione con la quale si è affrontato il problema delle carenze antisismiche delle due sedi: da circa due anni avevate posto il problema dell'inadeguatezza della sede di Terracina, ma da allora nessuno degli Uffici Centrali dell'Amministrazione ha cercato rimedio con l'insediamento in nuove sedi scaricando ad oggi il problema sul Dirigente di Latina costretto sia a garantire il soccorso che a tutelare i lavoratori. La grave assenza delle istituzioni ha avuto come unica conseguenza la scomparsa del soccorso tecnico urgente per le popolazioni dei territori interessati.

La CISL tuona:

La ridicolezza del problema è che a distanza di anni dalla loro esistenza, il Dipartimento dei Vigili del Fuoco del soccorso pubblico e della difesa civile del Ministero dell’Interno solo oggi si accorge che le strutture interessate non posseggono un grado di misura statica accettabile per la fruibilità da parte del personale in caso di eventi sismici ovvero, chi deve dare il soccorso in caso di eventi sismici potrebbe lui stesso essere nelle condizioni di richiedere soccorso.

In attesa di nuovi immobili idonei, il personale di Aprilia verrà temporaneamente dislocato a Latina, a Gaeta saranno invece assegnate le risorse di Terracina. Non è quello strutturale l'unico terremoto che i Vigili del Fuoco potrebbero trovarsi ad affrontare impreparati: la scossa di magnitudo maggiore è arrivata dalla spending review.

Via | Il Messaggero
Foto | Flickr

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