Siccità 2012: l'agricoltura italiana è in ginocchio e perdiamo pomodori e vendemmia

La Siccità 2012 sarà probabilmente ricordata come la peggiore dal 2003. In ginocchio non solo le produzioni di mais, soia, barbabietola, pomodoro e uva da vino ma anche gli allevamenti animali. L'Italia agricola sta soffrendo terribilmente sia le ondate di calore sia la scarsità di piogge e questo mix di eventi sta distruggendo nei campi ettari e ettari di colture. Le piogge secondo le previsioni meteo potrebbero arrivare dal 22 agosto, quando però nei campi la maggior parte dei raccolti sarà già perduta e i danni stimati sono pari al miliardo di euro.

La richiesta tempestiva dello stato di calamità naturale è stata avanzata dal Ministro Catania ma resta ora da risolvere l'approvvigionamento che ci consegna inesorabilmente nei mercati dell'export.

Dice Mario Guidi, presidente nazionale di Confagricoltura:

Si è salvato solo il grano a giugno, poi è stata notte fonda. Per il mais le perdite oscillano dal 30% alla totalità dei raccolti sui terreni non irrigati. Per le colture di soia e barbabietola il danno mediamente si attesta tra il 40 e il 50%. Inoltre ci sono perdite significative di qualità e quantità per i foraggi, il girasole, la frutta estiva. Per il pomodoro da industria la campagna è fortemente compromessa. La vendemmia sarà ancora più scarsa di quella del 2011, già ai minimi storici. Ci siamo dimenticati di quanto sia importante produrre in agricoltura. Le politiche comunitarie in questi ultimi anni hanno disincentivato i livelli produttivi. Mais e soia sono alla base del regime alimentare dei nostri allevamenti che fanno prosciutti e salumi dop esportati in tutto il mondo. L’Italia sa fare qualità ma deve poter fare anche quantità, non si può diventare ostaggi dell’import e perdere la sovranità alimentare in casa nostra. Il tema della produzione deve tornare al centro della politica agricola nazionale e comunitaria.

Ma a voler prevenire situazioni di emergenza come quella attuale è il Governatore del Piemonte Roberto Cota che chiede più dighe per tutti. In realtà fanno sapere i Radicali ciò che occorre non è solo acqua in più ma che questa preziosa risorsa sia usata adeguatamente, conm oculatezza e pagata. Fissano perciò in 8 punti i criteri della gestione delle acque in agricoltura:


1.Risparmio idrico in agricoltura con l’incentivazione di sistemi di irrigazione a basso consumo: irrigazione a goccia (dove possibile), irrigazione “a pivot” o a pioggia, in sostituzione della pratica dello “scorrimento superficiale” enormemente più dispendiosa. L’irrigazione a goccia fa risparmiare dal 30 al 60% rispetto alla classica irrigazione per sommersione, che è di gran lunga la più diffusa in Piemonte.
2.Conversione graduale della coltivazione del riso in sommersione verso il riso con irrigazione turnata che, almeno con alcune varietà, ha dimostrato in Piemonte di essere altrettanto produttivo di quello coltivato con la pratica tradizionale e che è stato con successo sperimentato su larga scala in Regione Lombardia. (il risparmio, solo con questo provvedimento, sarebbe di molte centinaia di milioni di metri cubi, altro che costruire una diga di qualche decina di milione di metri cubi!).
3.Introduzione di una politica agraria regionale che inviti gli agricoltori ad utilizzare le colture a maggior “impatto idrico” come riso e mais solo sui terreni più adatti (quelli che, avendo una buona capacità di immagazzinamento idrico, consentono adeguate produzioni senza l’immissione di grandi quantitativi d’acqua).
4.Controllo sui prelievi relativi alle acque superficiali per evitare – come accade attualmente – che non sia garantito il “Minimo deflusso vitale” nei corsi d’acqua all’uscita delle valli, come previsto dalla legge.
5.Introdurre ovunque un criterio di pagamento dell’acqua da parete degli utilizzatori in agricoltura considerando il reale volume consumato e non rispetto alla superficie irrigata.
6.Redazione, diffusione e applicazione da parte della Regione del “Manuale di buona pratica irrigua” che serva da riferimento agli agricoltori, previsto da una legge regionale di 11 anni fa mai applicata.
7.Campagne di informazione dei cittadini su questi aspetti, in particolare degli agricoltori e con la collaborazione delle associazioni di categoria, per renderli consapevoli dei reali utilizzi e consumi e delle possibilità di riduzione dei consumi stessi.
8.Incentivazione delle campagne di sensibilizzazione rispetto al consumo idrico nelle case e incentivazione, rispetto al comparto industriale, delle tecnologie dette di water saving.

Via | Quotidiano, Radicali
Foto | TMNews

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