La fine ingloriosa delle Olimpiadi in diverse città, tra cementificazione e degrado ambientale

Le Olimpiadi occasione di sviluppo, ricchezza, eccetera eccetera? Si, è vero, si investono milioni di euro e si occupa tanto suolo ma poi gli edifici verrano riutilizzati, renderanno finalmente vivi quartieri periferici degradati, daranno lavoro risollevando, almeno parzialmente e temporaneamente dalla crisi, eccetera eccetera? L'ennesima favoletta per i polli che vanno a dormire presto e non tengono gli occhi ben aperti sul post-grande evento pseudogreen.

A tenere gli occhi e l'obiettivo ben aperto sono stati invece il fotografo Jon Pack ed il regista Gary Hustwit, con il loro progetto The Post-Olympic City che li ha portati in giro per il mondo, in diverse città che hanno ospitato le Olimpiadi in passato, a documentare che ne è stato dei buoni propositi di sostenibilità ambientale a lungo termine.

Degrado ambientale post-Olimpiadi Degrado ambientale post-Olimpiadi Degrado ambientale post-Olimpiadi Degrado ambientale post-Olimpiadi

Degrado ambientale post-Olimpiadi Degrado ambientale post-Olimpiadi

Il materiale raccolto dai due è in mostra allo Storefront for Art and Architecture di New York e diventerà un libro nel 2013, dopo che i due avranno completato il loro tour, seguendo il post Olimpiadi di Londra e visitando ulteriori città che in passato hanno ospitato i Giochi Olimpici.

Per ora hanno documentato il degrado ambientale delle aree adibite ai Giochi (ed anche qualche esperienza di successo) ad Atene, Barcellona, Città del Messico, Los Angeles, Montreal, Lake Placid, Roma e Sarajevo. Alcuni edifici ed aree sono state completamente abbandonate, appaiono trascurate e deserte. Altre si sono trasformate in carceri, centri commerciali, nel migliore dei casi chiese e palestre, tradendo completamente la loro funzione iniziale. Insomma, a torcia (e riflettori) spenti, il degrado e la cementificazione selvaggia riguadagnano il podio. Immeritatamente.

A Londra andrà meglio? Ce lo auguriamo, sono state delle Olimpiadi tra luci ed ombre dal punto di vista dell'impatto ambientale: la cappa di smog ed il greenwashing delle medaglie hanno colorato di tinte fosche il verde promesso dai Giochi, ma non sono mancate le iniziative meritevoli come il potenziamento della mobilità sostenibile, con bici, metro e telelavoro; la scelta di vini del commercio equo e solidale e di tessuti riciclabili. Vedremo se sarà il lato ecosostenibile delle Olimpiadi a prevalere anche per quanto riguarda la riqualificazione ambientale delle aree dei Giochi, o se anche Londra finirà nell'album inglorioso di Jon Pack e collega.

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