Alle api non piace la colza gm

Impollinazione scarsa per la colza geneticamente modificataLa Coldiretti riferisce di una ricerca canadese in cui si dimostra che le api sono in grado di distinguere tra colza normale e colza geneticamente modificata. Pare che i campi di colza transgenica non vengano impollinati quanto gli altri.

La Coldiretti indica che le api sono un bioindicatore della qualità degli agroecosistemi e porta questo fatto a sostegno della sua tesi di non volere colture gm in Italia.

"Si tratta di risultati - continua la Coldiretti - che giustificano la crescente contrarietà agli organismi geneticamente modificati nel piatto: tre italiani sui quattro (74 per cento) che esprimono la propria opinione è convinto che i prodotti contenenti Organismi Geneticamente Modificati (Ogm) non fanno bene alla salute".

Ecco... non sono un'esperta di agricoltura, quindi correggetemi se sbaglio, ma a me sembra che si stiano mischiando ricerche ecologiche, ricerche sociologiche e interessi di parte senza molta congruenza.

A me la notizia che le api evitino i campi gm sembra ottima perché comporta meno rischi di impollinazione con altre colture. Anzi, amplierei la ricerca a tutti gli insetti impollinatori.
Le colture gm hanno quasi tutte il famoso gene killer che impedisce la formazione del seme fertile, per cui la mancanza di impollinazione non danneggia la riproduzione delle piante. Il problema potrebbe esserci per quelle piante che devono essere impollinate per produrre il frutto, ma questi sono problemi delle aziende biotech (che magari stanno già lavorando ad un'ape modificata geneticamente per impollinare la colza gm).

Se i campi gm fossero sparsi in mezzo a quelli normali e le api evitassero i campi gm ... si concentrerebbero su quelli naturali e, alla lunga, il numero delle api si adeguerebbe alla quantità di fiori naturali che il territorio propone.
Quanto al fatto che le api siano un bioindicatore concordo: possono dare indicazioni sulla presenza di inquinanti, ma la loro funzione naturale di impollinatrici e' spesso sostituita da apicoltori girovaghi che portano i loro sciami dove richiesto, seguendo le fioriture delle essenze di cui vogliono produrre il miele e secondo le richieste degli agricoltori. Le api viaggiano, escono dai camion, impollinano, rientrano nei camion. Non credo sia possibile contarle come bioindicatrici!

Il fatto che le colture gm possano inquinare la purezza genetica delle nostre coltivazioni tipiche e inquinare il patrimonio genetico delle specie naturali mi sembra un motivo valido e sufficiente per rifiutare le colture gm, senza bisogno di tirare in ballo i gusti delle api o quelli dei consumatori.

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