Libero l'elefantino Sunder incatenato da sei anni in un tempio indiano

Appena qualche settimana fa vi riportavamo la triste storia di Sunder, un giovane elefante condannato a vivere in un minuscolo capanno in India, legato e seviziato. I suoi movimenti erano infatti ostacolati e resi estremamente dolorosi dalle catene legate attorno alle zampe, dotate di lame appuntite, piazzate per impedirgli di liberarsi e scappare. Per Sunder si era attivata la PETA, People for the Ethical Treatment of Animals, raccogliendo anche l'appello di Paul McCartney e lanciando una petizione per chiedere la liberazione dell'animale.

Ebbene, la bella notizia è che il piccolo Sunder verrà presto trasferito. Ad annunciarlo è la stessa PETA che ringrazia per il lavoro svolto anche gli animalisti della Animal Rahat. Sunder verrà trasferito temporaneamente in una foresta recintata, in attesa, si spera, di trovare presto una dimora stabile in una riserva.

Maltrattamento elefanti India Maltrattamento elefanti India Maltrattamento elefanti India Maltrattamento elefanti India Maltrattamento elefanti India

La cosa più importante, però, è che finalmente sia stato tolto dalle mani dei suoi pseudoaddestratori che lo picchiavano selvaggiamente per renderlo più docile, come dimostrano, inequivocabilmente, le numerose ferite riportate dall'elefantino sulla testa, sulle zampe e su tutto il corpo. L'elefante era diventato irrequieto e da tempo cercava di scappare, in preda ad attacchi di rabbia e nervosismo.

L'elefante, segregato nel capanno del tempio Jyotiba, a Maharashtra, veniva impiegato, da oltre sei anni, per mendicare per poi essere nuovamente segregato in condizioni igienico-sanitarie a dir poco precarie e deplorevoli, senza acqua e cibo a sufficienza.

Una raccolta fondi per il tempio basata sulla crudeltà ai danni di un povero animale davvero indegna. Senza contare le ferite delle catene e quelle ancor più dolorose della solitudine prolungata e della mancanza di spazio.

Ora Sunder è passato sotto la diretta custodia del Ministero delle Foreste indiano Patangrao Shripatrao Kadam, con la speranza che presto possa unirsi ad altri esemplari e conoscere la libertà, senza più avvertire le fitte delle catene chiodate ad ogni passo.

Foto | PETA

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