Un telo biologico bianco sui ghiacciai per evitare lo scioglimento

Dopo la sperimentazione, avvenuta con successo sul ghiacciaio di Presena, anche per i ghiacciai della Marmolada si pensa alla copertura con un telo bianco per evitare lo scioglimento. Ne discute oggi in una riunione del Consiglio di amministrazione la Fondazione Dolomiti Unesco ma è la Provincia di Trento a dover dare l'ok e divampa la polemica. Mario Vascellari, a capo di Funivie Marmolada, tuona:


La Marmolada si scioglie sotto il sole e la Provincia di Trento non fa nulla. Evidentemente i trentini vogliono che il ghiacciaio si sciolga. Perché la copertura antiscioglimento è stata fatta in Austria, in Svizzera, in Val d'Aosta, in Piemonte, in Trentino sul Presena e qui no?

In Italia le prime applicazioni di teli geotessili a copertura dei ghiacciai risalgono al 2008, quando nelle Alpi Lombarde fu ricoperta una porzione del ghiacciaio Dosdè Orientale, in Valtellina. L'esperimento dell'Università di Milano del 2008 fu ripetuto, visti gli ottimi risultati (si risparmiarono ben 115 mila litri di acqua), anche nel 2009, piazzando dei termometri per monitorare la temperatura in estate e ben 100 metri quadrati di telo geotessile, denominato “Ice Protector 500”.

Il materiale riesce ad agire da stabilizzante termico, in pratica assorbe i raggi UV, impedendogli di raggiungere la neve sottostante e di scioglierla. Nello specifico, la temperatura sotto al telo riesce a mantenersi fino ad 11 gradi in meno rispetto a quella esterna. Grazie ai teli si riesce a contenere lo scioglimento dei ghiacciai fino al 65-70%. In questo modo, trascorsi i mesi estivi, critici per la conservazione dei ghiacciai, i ricercatori sollevano il telo e controllano quanta neve è riuscita a resistere grazie al telo. Il telo viene ancorato al ghiacciaio usando delle zavorre: borse riempite di pietre.

Con gli anni la tecnica si va perfezionando. La Edilfloor si è cimentata nella realizzazione di teli protettivi impiegando materiali biologici per ridurre ulteriormente l'impatto (gli attuali teli vengono smaltiti termicamente ma non contengono sostanze tossiche). Nello specifico i ricercatori stanno elaborando un tessuto ricavato dall'acido del grano.

L'efficacia dei teli è provata e non sono una soluzione molto costosa: il prezzo per 100 metri quadri si aggira intorno ai 250 euro. L'unico inconveniente è l'impatto ambientale del trasporto ad alta quota. Laddove ci sono gli impianti sciistici il problema non si pone, si usano gli impianti di risalita ma sulle vette più alte il telo andrebbe piazzato con l'ausilio di elicotteri e la mole ingente di emissioni non varrebbe i vantaggi ambientali conseguiti con il telo.

Via | Corriere Alpi; Montagna Tv; l'Adige
Foto | Flickr; Osservatorio San Pellegrino

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