Spesa Km0 in Sardegna con il marchio che certifica l'agroalimentare regionale

Compra sardo, mangia sardo: è questo il claim adottato da Oscar Cherchi assessore regionale all'Agricoltura per presentare il progetto agroalimentare della Sardegna a Km0. La richiesta di un marchio regionale che segnalasse i prodotti locali è partito un anno fa per volontà del comitato Identità e futuro coordinato da Modesto Fenu e che ha raccolto circa 25mila firme, vede finalmente la luce politica.

In pratica nei supermercati e nei negozi i prodotti agroalimentari della Sardegna saranno distinti e certificati da un marchio che come spiega Cherchi:

Segno della volontà di aggregazione e di appartenenza ad un unica bandiera. Questo servirà per richiamare istantaneamente alla mente la figura simbolica della terra di Sardegna, sempre più giustamente associata dall’immaginario collettivo all’alta qualità e alla genuinità delle nostre produzioni. E’ arrivato il momento di acquistare e consumare prodotti della nostra terra e il marchio aiuterà a riconoscerne la provenienza.


Il marchio sarà una vera e propria carta d'identità che consentirà ai consumatori immediatamente di distingue i prodotti sardi da quelli che non lo sono. In effetti una legge regionale di questo genere apre prospettive interessanti per il consumo delle tipicità a Km0. Infatti è lo stesso assessore Cherchi a sottolineare le potenzialità:

E’ necessario perciò, che chiunque possa trovare e identificare a colpo d’occhio sui banchi dei mercati i prodotti sardi. Nella nostra regione ne abbiamo una grande varietà, che si distingue per l’alta qualità e per alcune peculiarità legate alla caratteristiche ambientali esclusive.

La Sardegna come altre regioni italiane consuma spesso prodotti di provenienza estera senza neanche saperlo. La lotta ai cibi non locali proviene da Coldiretti che fa notare che i sardi spendono 18milion di di euro l'anno per comprare pane precotto che arriva da fuori e frutta e ortaggi che arrivano da Spagna, Francia e SudAmerica. Spiega attraverso le parole di Marco Scalas, presidente regionale Coldiretti:

Le produzioni agricole isolane devono ripartire. Lo slogan Compra sardo è indirizzato prima di tutto al mercato locale. Dobbiamo recuperarlo se è vero, come dicono le statistiche, che da Olbia a Cagliari solo il 35 per cento dei consumatori grattugia il pecorino romano sui malloreddus. Preferiamo il Reggiano, lo straniero, e questa è una colonizzazione che dobbiamo sconfiggere. Non solo con questa legge ma anche con una capillare educazione alimentare in difesa della nostra biodiversità.

Via | Regione Sardegna, Sardegna Coldiretti, La Nuova Sardegna
Foto | Sardegna filiera corta su FB

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