Dal primo settembre addio alle lampadine a incandescenza

La progressiva estinzione delle lampadine a incandescenza in Europa, iniziata nel 2009, arriverà alla sua conclusione il primo settembre prossimo, quando scatterà il divieto di vendita anche per le ultime sopravvissute: quelle di potenza compresa tra i 25 ed i 40 watt.

Le vecchie lampadine a incandescenza, inquinanti ed energivore, dopo ben 130 anni saranno sostituite in via definitiva dalle lampadine a basso consumo, fluorescenti compatte e alogene, e dalle lampadine a LED, diodi a emissione luminosa che garantiscono un risparmio energetico notevole, con un'efficienza fino all'85% superiore di quelle tradizionali ed una riduzione notevole delle emissioni di CO2. Le lampadine a incandescenza, infatti, sono poco efficienti e poco durature (raramente durano più di un anno): trasformano in luce appena il 5-10% dell'energia consumata. La fetta maggiore di energia viene dispersa nella produzione di calore.

In diecimila ore di consumo, per fare un rapido confronto, le lampadine a incandescenza producono qualcosa come 390 chilogrammi di CO2 equivalente, a fronte dei 78 delle lampadine a risparmio energetico. Il bando delle lampadine a incandescenza rientra nelle disposizioni comunitarie messe in campo dall'UE per raggiungere un ambizioso obiettivo: il miglioramento dell'efficienza energetica, da qui al 2020, fissato al 20%, nell'ambito della più ampia lotta ai cambiamenti climatici. Secondo le stime, se entro il 2015 tutti gli Stati membri si adeguassero al bando, il risparmio globale sarebbe di 23 milioni di tonnellate di anidride carbonica, di cui 3 milioni solo in Italia.

Anche se i costi delle lampadine a LED e fluorescenti sono superiori, la durata, decisamente più lunga, copre ampiamente la differenza di prezzo: durano, infatti, fino a 35 volte in più di quelle a incandescenza. Per quanto riguarda la sostituzione delle vecchie lampadine, ad oggi le lampadine a LED, dal punto di vista dell'impatto ambientale, rappresentano la scelta migliore. A differenza di quelle a basso consumo fluorescenti, infatti, non contengono mercurio. Il mercurio è altamente inquinante, anche una piccolissima dispersione nell'ambiente ha effetti devastanti.

A fine vita vanno comunque riconsegnate, proprio come quelle fluorescenti, al negoziante o smaltite negli appositi raccoglitori in quanto sono veri e propri RAEE, rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche e non rifiuti urbani. In nessun caso vanno gettate nel bidone dell'indifferenziata. Potete anche rivolgervi al Consorzio Ecolamp per la raccolta e lo smaltimento. Le lampadine a incandescenza esauste, invece, vanno conferite nel secco indifferenziato.

Per quanto riguarda il riciclo, la polvere ed il mercurio delle lampadine a basso consumo energetico, se separati e recuperati negli appositi centri, possono trovare nuovo impiego nella realizzazione di altre lampadine. Lo stesso per il vetro e per il metallo, impiegati per produrre fibra di vetro, poi utilizzata come materiale isolante o nella realizzazione degli scafi delle barche.

Foto | Flickr; Anton Fomkin

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