Come fanno l'amore i cavallucci marini?

Cavalluccio marino, Hippocampus guttulatus

Uno studio recentemente pubblicato ha scardinato alcune delle credenze legate alla riproduzione dei cavallucci marini.

Fino a poco tempo fa si sapeva che avveniva nei mesi caldi, quindi da marzo a settembre, e tramite un corteggiamento. I "coniugi" si prendono per la coda e si muovono in una sorta di danza finché la femmina non è pronta per deporre le uova nel marsupio del maschio che poi le feconderà e se ne prenderà cura anche dopo la nascita. Il maschio si riconosce chiaramente per il marsupio, non presente nella femmina.

Ebbene viene appurato invece che il seme è espulso in mare prima di essere ripreso nel marsupio dove avviene la fecondazione.
In questo modo anche l'Ippocampo è esposto all'estinzione, ovviamente per l'inquinamento che distrugge con facilità il suo seme.

Senza contare che questi graziosi animaletti vengono pescati e fatti essiccare per essere venduti ai turisti nelle località di mare, mercato molto vasto e purtroppo anche abbastanza apprezzato, pescati per essere introdotti negli acquari e usati come ingredienti nella medicina tradizionale cinese, vengono usati per il loro presunto potere afrodisiaco o per preparare sostanze tonificanti per la pelle.

L'Hippocampus, hippos = cavallo e kampos = bruco o mostro di mare, è così definito perché i molti anelli del corpo e della coda lo rendono simile al bruco, mentre nel capo, nel collo inarcato e nel ventre ha una somiglianza col cavallo.
I cavallucci marini sono pesci appartenenti alla famiglia dei Syngnathidae, come i pesci ago, si trovano in quasi tutti i mari, di solito in acque poco profonde vicino alle coste, ma si possono trovare anche in acque a 60 metri di profondità.
Nel Mediterraneo troviamo principalmente due specie Hippocampus hippocampus e Hippocampus guttulatus.
Sono lunghi circa 15 centimetri e la testa forma un angolo retto con il corpo, nuotano in posizione verticale, spinti dalle rapide vibrazioni della pinna dorsale, mentre usano le pinne pettorali situate vicino alla testa e i movimenti della coda per gli spostamenti verticali.

La loro coda è prensile e viene usata per ancorarsi alle alghe, gorgonie, etc. Per esplorare l'acqua circostante alla ricerca di una preda usano gli occhi mobili e indipendenti l'uno dall'altro.

Il cavalluccio marino si nutre principalmente di crostacei (zooplancton) ma mangia anche piccolissimi animaletti che raccoglie sulle foglie di posidonia, anche se essendo un po' pigro preferisce aspettare che la preda gli passi sotto il muso.
Nei momenti di pericolo, invece, ricorre al mimetismo, cambiando colore a seconda dell'ambiente che lo circonda, diventando del tutto invisibile ai suoi nemici.

[Francesca Pratali]

Via | ANSA

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