Uccidere i gabbiani per salvare le balene, accade in Argentina

Sparare ai gabbiani per tutelare le balene. Un piano della durata di cento giorni messo a punto in Patagonia per arginare quella che è una vera e propria piaga che mina la popolazione di cetacei. I gabbiani, infatti, sempre più numerosi, piombano sulle balene quando le vedono emergere in superficie e le artigliano, scavando nella pelle con il becco per staccare il grasso e creando delle ferite profonde che fanno fatica a rimarginarsi. Il risultato? L'allontanamento spontaneo delle balene dall'area.

I gabbiani di Puerto Madryn adottano da tempo questa tecnica per cibarsi, trasformando il whale watching che attira molti turisti nell'area in un film dell'orrore. Questo modo di alimentarsi, a dir poco insidioso per le balene, in special modo per i piccoli, sta prendendo sempre più piede. Le autorità preoccupate (per i danni al turismo più che per le balene) hanno perciò deciso di correre ai ripari uccidendo i gabbiani che si posano sulle balene e recuperando poi le carcasse con i proiettili per evitare la contaminazione da piombo.

Inutile dire che questo piano non piace agli ambientalisti, neanche un po'... Il motivo è semplice: piuttosto che sparare a vista sui gabbiani bisognerebbe indagare e riflettere sulle cause dell'aumento dei gabbiani nell'area. Antropiche, of course. Discariche a cielo aperto in tutto il golfo che attirano ed offrono cibo ai gabbiani, per citare la principale. E ancora: la brutta abitudine dei pescatori e delle industrie che lavorano il pescato di gettare i resti nell'acqua, attirando stormi di gabbiani.

Da anni gli attivisti chiedono una migliore gestione dei rifiuti nell'area. Eduardo Maza, ministro dell'ambiente di Chubuz, ha affermato che è tutta colpa dei governi precedenti (chi vi ricorda?) e che la provincia si sta attivando per riciclare e ridurre i rifiuti. Entro la fine dell'anno, promette, verranno aperti impianti per la separazione dei rifiuti. Intanto, però, uccidiamo i gabbiani. L'antitesi della lotta biologica: il goffo tentativo dell'uomo di arginare i danni alla fauna del degrado ambientale.

Via | Guardian
Foto | Flickr

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