Il clima cambia ed è colpa nostra (e la novità?)


Si è conclusa oggi a Parigi la sessione plenaria del IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), gruppo di lavoro delle Nazioni Unite istituito nel 1988, con la presentazione di un rapporto sullo stato del clima. In pratica, gli esperti ci dicono una cosa che già ci dicono da tempo. Che il clima sta cambiano, più velocemente dei cambiamenti “naturali”, e che la colpa è quasi tutta nostra. La novità di questo rapporto è che ci danno dei dati un po’ più certi e critici rispetto al precedente documento del 2001.

Le agenzie che ho trovato in internet stamattina riportano in proposito due dati numerici comunicati in questo rapporto: che l’aumento più probabile della temperatura entro il 2100 è tra 1.8 e 4 gradi centigradi, e che l’aumento più probabile del livello degli oceani è compreso tra 19 e 58 centimetri. Si dice anche che al 90% la colpa della brusca accelerazione cambiamento climatico è dell’uomo.

Leggendo un articolo pubblicato sul web di QualEnergia a cura di Vincenzo Ferrara dell’ENEA, trovo qualche dato numerico in più e qualche indicazione in più per capire queste brevi affermazioni delle agenzie. L’articolo è stato scritto qualche giorno fa sulla base di una serie di anteprima del rapporto. Una premessa è che quello presentato oggi a Parigi è solo una prima parte del documento finale, il “Quarto Rapporto dell’IPCC”, che sarà pubblicato a fine anno con anche l’analisi degli impatti e della mitigazione dei cambiamenti climatici.

Secondo questo articolo le concentrazioni di CO2 attuale (380 ppm) e degli altri gas serra sono le più alte degli ultimi 650mila anni. Sono aumentate le emissioni e sono diminuite le capacità naturali di assorbimento della CO2, e quindi ovviamente il bilancio netto è verso l’aumento di questi gas in atmosfera. Gas che lì rimangono fino a 200 anni. Il bilancio netto di aumento di effetto serra è di 1.6 watt/m2, e di questo solo una piccola parte (tra il 10 e 20%) è attribuibile a cause naturali. Il resto, è tutta roba nostra. La temperatura è aumentata mediamente in tutto il pianeta di 0.74°C negli ultimi 100 anni, ma il tasso di aumento per decennio è cresciuto notevolmente negli ultimi 50 anni. Si conferma che tutto questo aumenterà la frequenza e l’intensità di eventi climatici estremi come uragani, tifoni, alluvioni, siccità, etc etc.

I dati che riportano le agenzie derivano da un’analisi degli scenari dell’evoluzione futura del clima globale. Gli scenari sono gli stessi presentati nel rapporto del 2001, ma sono stati analizzati in modo più critico in termini di affidabilità e probabilità. Da lì vengono i numeri comunicati, che sono quelli (anche se nell’articolo sono un pochino diversi) dello scenario più probabile alle condizioni attuali, ovvero se riusciamo a non innescare altri meccanismi di destabilizzazione del clima.

Insomma, da Parigi ci dicono di non dubitare più delle nostre responsabilità nell’accelerazione dei cambiamenti cliamtici, ma di prendere le proiezioni per il futuro con le pinze.

Per animare il dibattito riporto un articolo di Meteolive, una voce fuori dal coro, secondo cui queste informazioni sono troppo catastrofiche, che non è vero che aumenteranno i tifoni, che è esagerato pensare che sia tutta colpa nostra…

Ovviamente non sono in grado di dare un giudizio sulla validità dei dati della Comunità Scientifica Internazionale, e ammetto di avere ancora in mente i coloratissimi grafici che Al Gore mostra nel suo documentario. Ma ricordo che all’università, nel corso di Diritto Ambientale, parlando dei fondamenti della legislazione europea, si parlava di un certo Principio di Precauzione …Io l’ho sempre trovata una cosa geniale nella sua semplicità e me ne sono affezionata.
Detto con parole molto mie, secondo questo principio non dobbiamo aspettare di dimostrare che una certa azione/sostanza/etc. causa gravi danni alla salute e all’ambiente per metterci una pezza, ma al contrario dobbiamo essere cauti e se c’è solo il dubbio o il rischio che una cosa ci faccia male, dobbiamo evitarla fino a che non è al 100% dimostrato il contrario, ovvero che non ha conseguenze negative. Ma forse questo principio è passato di moda e nessuno me lo ha detto.

Per aggiornamenti sulla conferenza di Parigi: HelpConsumatori

[viviana]

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