Petrolio alle Tremiti: Clini autorizza le perforazioni e la Regione Puglia cade dalle nuvole

E' infuriato Lorenzo Nicastro assessore all'Ambiente della Regione Puglia: nel bel mezzo del ferragosto il ministro Clini decide di autorizzare la Petrolceltic alle trivellazioni, o meglio prospezioni, al largo delle Isole Tremiti; ma la comunicazione in Regione Puglia è giunta ieri.

Nicastro perciò prende carta e penna e ha scritto un comunicato al vetriolo:

Riteniamo che si tratti di una offesa alla dignità della nostra Regione e degli altri enti locali che si erano espressi negativamente rispetto alla prospettiva di vedere il nostro mare violentato dalla corsa all'oro nero. E' una ulteriore conferma della sensazione di marginalizzazione della Puglia. Speravamo che questo atteggiamento, in considerazione dell'attenzione e della collaborazione avviate sulla vicenda Taranto, fosse ormai consegnato al passato. Ma evidentemente non è così.


Di certo assicura l'assessore stretto anche nella morsa dell'emergenza ambientale dell'Ilva non starà con le mani in mano, ma interverrà come scrive:

Fin da ora dico che non ci daremo per vinti e che oltre a ricorrere in tutte le sedi giurisdizionali, proseguiremo con le modalità civili proprie dei pugliesi a manifestare il nostro dissenso e la nostra protesta nella battaglia per affermare il diritto della Puglia a progettare un futuro diverso rispetto a quello che altri pensano di disegnare.

E' da oltre un anno che i pugliesi e finché era vivo Lucio Dalla hanno manifestato contro il piano di ricerca del petrolio alle Tremiti, inaugurato dall'ex ministro Prestigiacomo.

Legambiente ha fatto un po' la stima del petrolio contenuto sotto il suolo italiano:

Secondo le ultime stime del ministero dello Sviluppo economico ci sarebbero nei nostri fondali marini 10,3 milioni di tonnellate di petrolio. Stando ai consumi attuali, coprirebbero il fabbisogno nazionale per sole 7 settimane. Non solo: anche attingendo al petrolio presente nel sottosuolo, concentrato soprattutto in Basilicata, il totale delle riserve certe nel nostro Paese verrebbe consumato in appena 13 mesi.

Insomma: cui prodest se a leggere le cifre su sembra che il gioco non valga la candela?

Foto | TMNews

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