Miele, un'estate amara: crolla la produzione per la siccità

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È stata un'estate amara per la produzione nazionale di miele, crollata di ben il 65% a causa del clima torrido e della siccità estrema e prolungata che ha afflitto diverse regioni italiane. Si infrangono così miseramente le speranze di una ripresa, riposte dagli apicoltori italiani proprio nei mesi estivi dopo una primavera deludente a causa delle forti piogge altrettanto devastanti.

Francesco Panella, presidente dell'UNAAPI (Unione Nazionale Apicoltori Italiani), d'altra parte lo aveva previsto quando il 2 agosto scorso annunciava tempi di vacche magre per la produzione di miele:


Non piove, fa caldo, e tra api “stressate”, vegetazione assetata e fioriture scarse, il raccolto di miele italiano rischia di essere seriamente compromesso: difficile dare dei numeri ora, perché ancora qualche flebile speranza di recuperare un po’ c’è, ma si potrebbe chiudere con un -30/-40% su un’annata media.

Le api, già gravemente colpite dall'utilizzo dei neonicotinoidi nell'agricoltura intensiva, si trovano dunque a fronteggiare anche le conseguenze devastanti della siccità e dell'aumento delle temperature. In occasione della Settimana del Miele, in programma a Montalcino dal 7 al 9 settembre prossimo, l'ASGA, l'Associazione degli apicoltori delle provincie di Siena, Arezzo e Grosseto, conferma le infauste previsioni di inizio estate dell'UNAAPI:

Dalla Val d'Aosta alla Sicilia, il raccolto di miele risulta quest'anno drasticamente ridotto e se già la primavera non era andata bene, a causa delle piogge, anche i mieli estivi, sui quali gli apicoltori avevano puntato tutte le loro speranze, registrano un bilancio decisamente negativo a causa delle altissime temperature.

Il crollo della produzione si attesta al 65% rispetto ai dati del 2011, ben oltre gli scenari peggiori prospettati da UNAAPI ad inizio estate. La buona notizia è che non ci sarà un aumento dei prezzi, la crisi non consente un rialzo in questo momento. La cattiva, oltre allo stato di salute in sofferenza delle api e dunque della produzione nazionale di miele, è che potrebbe aumentare l'import di miele cinese di scarsa qualità... ma a prezzi inferiori, ovviamente. Da qui l'appello dei produttori a prediligere il miele italiano, dal gusto genuino e variegato per via del grande patrimonio di biodiversità del nostro Paese. L'Italia, non a caso, vanta il maggior numero di mieli uniflorali al mondo.

Foto | Flickr

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