Il rigassificatore di Brindisi

arresti per il rigassificatore di Brindisi

Sono stati arrestati ieri alcuni personaggi di spicco, coinvolti nella costruzione del rigassificatore di Brindisi.

L'ex sindaco Giovanni Antonino, l'imprenditore Luca Scagliarini e tre dirigenti della società che sta svolgendo i lavori di costruzione, sono stati indagati e fermati dalla Digos della questura e dalla Guardia di Finanza. Le ipotesi di reato sono di corruzione e concussione.

Il cantiere e' stato sequestrato. I lavori erano stati fermati a gennaio, per inquinamento dell'acqua di falda oltre i limiti di tolleranza segnalato dall'ARPA.

A fine dicembre era stata riaperta la conferenza dei servizi (un tavolo di contrattazione con gli enti e la popolazione locale in cui si dovrebbero poter vagliare delle alternative) ed era stata riattivata la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Nonostante questo, nel frattempo i lavori proseguivano come da vecchio progetto.

Il presidente della Regione Puglia aveva ribadito più volte il suo no al rigassificatore di Brindisi.
La cabina di regia sull'energia, di cui fa parte anche il ministro per l'ambiente Pecoraro Scanio, aveva accelerato le procedure di VIA e di contrattazione locale per accorciare i tempi di realizzazione dei rigassificatori.

» Rigassificatori tra polemiche e arresti su LaStampa

» Maggiori dettagli sulla operazione di sequestro del sito del rigassificatore su PugliaTV

» Tangenti sul rigassificatore a Brindisi su IlGiornale

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