Seguici su

Energia

Un Giappone senza nucleare, costi e tempi della nuova politica energetica giapponese

Giappone al bivio: la popolazione e le amministrazioni locali chiedono lo stop definitivo di tutti i reattori, il Ministro dell’Economia e le lobby atomiche premono per un’uscita graduale al 2050.

Esplorare le potenzialità del geotermico, dare il via alla costruzione del più grande parco fotovoltaico giapponese nell’isola di Kyushu… sono alcune delle strategie per l’approvvigionamento energetico nuclear free messe in campo dal Giappone, a seguito del disastro di Fukushima e delle proteste antiatomo della popolazione.

Oggi i ministri responsabili della politica energetica ed economica del Paese si sono riuniti per decidere i tempi del new deal giapponese. Perché se l’abbandono dell’atomo non è in discussione, al centro del dibattito ci sono le modalità, più o meno rapide, per chiudere definitivamente con il nucleare ed il loro impatto sull’economia del Paese.

L’aumento delle emissioni causato da un più ampio ricorso ai fossili ha spinto le autorità a procedere con cautela, d’altro canto il fronte antinucleare avanza e chiede tempi più rapidi per lo spegnimento di tutti i reattori. Protesta infatti in questi giorni la prefettura di Osaka, che chiede al Governo lo spegnimento dei reattori della centrale di Oi, riattivati quest’estate per far fronte all’aumento dei consumi di elettricità. Il primo ministro Yoshihiko Noda aveva paventato un deficit del 15% di energia nei mesi estivi nella regione ma grazie ad una campagna sulla riduzione dei consumi non si sono verificati problemi. I due mesi pattuiti sono scaduti ed il Governo viene ora richiamato dalle amministrazioni locali alle sue promesse, a testimonianza che la popolazione non dimentica i rischi del nucleare e non è più disposta ad accettare compromessi.

Il partito democratico, dal suo canto, avverte del rischio della perdita di posti di lavoro dovuto al costo troppo alto dell’energia e chiede che si sposti dal 2030 al 2050 la data dell’abbandono definitivo dell’atomo. Il Ministro dell’Industria Yukio Edano avverte che lo stop definitivo taglierebbe bruscamente del 30% le risorse energetiche del Paese.

Le ipotesi avanzate dal Governo nel corso della riunione vanno dallo stop definitivo nel 2030, ad una meno drastica riduzione della fetta di energia nucleare al 15% o al 20-25%. Ma le tre proposte avanzate dalla commissione all’energia e all’ambiente, chiamata ad elaborare una strategia, porterebbero ad uno stop definitivo ben prima. La prima misura prevede infatti lo smantellamento dei reattori con alle spalle 40 anni di operatività; la seconda di riavviare solo i reattori che rispondono ai più rigidi criteri di sicurezza della nuova Nuclear Regulatory Commission; la terza vieta la costruzione di nuovi reattori.

Edano avverte che i costi in bolletta saranno altissimi. Secondo le stime presentate in un documento sulle sfide che comporta l’uscita dal nucleare, si parla infatti di un aumento sui costi dei carburanti di 39,52 miliardi all’anno, dal momento che sarà l’energia termica a sopperire alla mancanza di elettricità generata dallo stop al nucleare. Senza contare che le tensioni in Medio Oriente fanno pensare ad un ulteriore aumento dei costi del carburante nei prossimi anni.

Se lo stop definitivo avvenisse nel 2030, le stime parlano di investimenti per tre trilioni di yen in interventi di efficienza e risparmio energetico. I costi in bolletta di una famiglia con consumi medi raddoppierebbero, passando dai 9.900 yen del 2010 ai 20.712 yen (da cento a duecento euro circa al mese). Le perdite per le società che gestiscono i 50 reattori sono stimate in 55,9 miliardi di dollari, quattro compagnie sarebbero condannate al fallimento.

Entro la prossima settimana il Governo deciderà la nuova politica energetica del Paese, dopo aver esaminato i rapporti e le proposte della Commissione. Inizialmente l’esecutivo si orientava verso l’opzione del 15% da qui al 2030 ma ci sono troppe pressioni che spingono verso lo zero e l’ipotesi perde sempre più terreno: la popolazione nei sondaggi ha infatti chiesto lo stop definitivo ed il Governo non può ignorare le richieste. Non dopo Fukushima.

Foto | Flickr

Ultime novità

Animali11 anni ago

Galline ovaiole ancora in gabbia: l’Europa ci mette in mora

All'Italia con altri 19 paesi membri arriverà una bella letterina di messa in mora, ossia una consistente multa per non...

Clima11 anni ago

Conferenza sul clima di Durban, qui giace il protocollo di Kyoto

COP17, una lapide per il protocollo di Kyoto?

EcoComunicazione11 anni ago

Ecogeo l’app della Regione Piemonte geolocalizza servizi per l’ambiente

Una nuova app della Regione Piemonte per iPhone permette di conoscere la localizzazione di ecocentri, punti per l'acqua pubblica, colonnine...

Clima11 anni ago

EEA, la hit delle 191 industrie che inquinano di più l’aria in Europa

L'Agenzia europea per l'Ambiente ha stilato la classifica delle 191 industrie pesanti che inquinano l'aria: tra le italiane al 18esimo...

Animali11 anni ago

Bravo Napolitano che nomina Jane Goodall Grande Ufficiale della Repubblica Italiana

la signora delle scimmie jane goodall è stata nominata grande ufficiale della repubblica italiana dal presidente giorgio napolitano

Associazioni11 anni ago

Durban, Greenpeace spedisce una cartolina a Clini dal caos climatico

Una cartolina a Clini dal caos climatico

Politica11 anni ago

Sballati e compost-i: a Napoli testano la diminuzione degli imballaggi

riducono gli imballaggi a napoli diffondendo la lista di negozianti che vendono prodotti leggeri

Politica11 anni ago

Sballati e compost-i: a Napoli testano la diminuzione degli imballaggi

riducono gli imballaggi a napoli diffondendo la lista di negozianti che vendono prodotti leggeri

Clima11 anni ago

Conferenza sul clima di Durban: si discute di Kyoto o di economia?

protocollo di kyoto e cambiamenti climatici a Durban, ma si discute anche di economia delle emissioni

Inquinamento11 anni ago

Regione Puglia: i rifiuti saranno bruciati da nuovi inceneritori

sei nuovi impianti per l'incenerimento in Puglia, la regione sembra abbandonare ogni progetto di raccolta differenziata e riciclo

Foto & video11 anni ago

Natale, luminarie a LED sugli Champs-Elysées alimentate dal fotovoltaico

Miracolo del risparmio energetico e estetico sugli Champs-Elysées a Parigi per le luminarie natalizie

Politica11 anni ago

A Bari le Cartoniadi e a Capannori la Tia personalizzata: guadagnare soldi dai rifiuti

i comuni si attrezzano per guadagnare soldi dai rifiuti, coinvolgendo i cittadini in un araccolta differenziata molto intensa