Fonti rinnovabili: promossi i piccoli Comuni, bocciate le grandi città

diffusione delle energie rinnovabili nei piccoli comuni. Foto di VirginiaSono i piccoli Comuni a sperimentare le migliori pratiche per quanto riguarda la diffusione delle fonti di energia pulite. Legambiente ha fotografato l’Italia delle fonti alternative presentando oggi a Roma il rapporto "Comuni rinnovabili 2007".
Su 1.262 Comuni i “più bravi della classe” sono stati: Varese Ligure (Sp), Selva di Val Gardena (Bz), Maratea (Pz), Cirigliano(Mt), Lecce, Napoli, Lagundo (Bz).

Sulle 268 amministrazioni del solare termico in Italia ben 175 sono piccoli comuni tra cui spicca Selva di Val Gardena con 2.000 m2 mentre nell’edilizia comunale il piccolo comune con la più ampia diffusione di pannelli solari termici è Lagundo con 242 m2. Nel settore del solare fotovoltaico tra i centri minori si è distinto Cirigliano (200kW di impianti), mentre tra le città troviamo Lecce (6000kW installati).

I comuni dell’eolico in Italia sono invece 136, con una potenza installata pari a 2.175 MW e soddisfano il fabbisogno di oltre un milione e 740mila famiglie. In crescita le amministrazioni delle biomasse, in particolare le esperienze locali virtuose di impianti capaci di utilizzare produzioni locali che generano elettricità ma soprattutto calore. Per quanto riguarda la geotermia la gran parte della produzione si concentra in 9 comuni compresi tra le province di Siena, Pisa e Grosseto. Infine l’idroelettrico, che continua ad essere il contributo più importante delle rinnovabili alla bilancia energetica. In questo settore è Piateda (So) il comune più virtuoso con 6,1 MW complessivi.

L’Italia quindi si distingue nel panorama europeo per il protagonismo dei “piccoli comuni”, mentre le grandi città italiane sono indietro rispetto ai vicini del continente. Basti pensare – fa notare Legambiente - che a Barcellona in pochi anni si sono installati 30mila mq di pannelli solari termici, a Londra sono previsti 7.500 impianti fotovoltaici, 25.000 impianti solari termici e impianti eolici di piccola e grande taglia, mentre a Berlino il programma solare si chiama “100mila tetti” per far capire l’ambizione del cambiamento che si vuole realizzare in campo energetico.

Sempre la vecchia storia dell’Italia fanalino di coda. Ma cosa è che gli altri hanno più di noi? “In Italia oggi ci sono tutte le condizioni e le convenienze per investire nelle fonti rinnovabili, anche grazie agli incentivi introdotti dal governo con l’ultima Finanziaria, – commenta Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente – ma il loro effetto non è automatico. Mancano ancora regole nazionali e le autorizzazioni agli impianti sono rallentate se non impedite in molte Regioni. Bisogna dunque per semplificare e chiarire le procedure di autorizzazione per gli impianti e superare il caos che oggi regna tra i diversi provvedimenti regionali”.

“L’approvazione del decreto sul fotovoltaico – aggiunge Edoardo Zanchini, responsabile settore energia di Legambiente – che dopo una lunghissima attesa è adesso all’attenzione della conferenza Stato-Regioni, è quantomai urgente per rilanciare l’energia solare in Italia e recuperare il gap con gli altri paesi europei. Si tratta infatti di un provvedimento che incentiva l’energia prodotta dal sole con lo stesso sistema trasparente già in vigore in Germania e in Spagna ed è fondamentale per potenziare finalmente la diffusione di questa elettricità pulita nel nostro Paese”.

[Silvia]

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: