Etichette obbligatorie per i pesci

pesca sostenibile promossa dall'Unione EuropeaIl Parlamento Europeo chiede che entro il prossimo giugno tutti i pesci in vendita all'interno dei Paesi Membri vengano etichettati in modo chiaro. Il provvedimento ha lo scopo di impedire l'accesso ai mercati di pesce proveniente da pesca illegale.

Il nostro mercato comune e' il maggior mercato mondiale di pesce. Nel 2002 era stato adottato un piano europeo per eliminare il pesce illegale, non schedato e non regolato, che purtroppo non ha dato i risultati sperati. Una delle contromisure proposte sarebbe la diffusione di black-list con i nomi dei pescherecci pirata, noti per aver pescato illegalmente in almeno uno degli Stati membri.

La pesca di frodo frutta 2.4 miliardi di dollari all'anno e si svolge di preferenza al largo di Paesi in via di sviluppo che non sono in grado di proteggere militarmente le loro coste.

In Italia il 48,2% dei banchi di pesce non sarebbe in regola con l'etichettatura dei prodotti ittici. Lo ha rivelato un'indagine sui consumi e sulla corretta informazione ai consumatori nella vendita del pesce fresco in Italia condotta dal Movimento Difesa del cittadino.

Dai dati rilevati dall'associazione, appena il 57,4% dei banchi di pesce indica il "Metodo di produzione", il 62,3% dà indicazione della "Zona di cattura o di allevamento", mentre l' informazione più diffusa è quella relativa alla "Denominazione commerciale della specie" (riportata dall'85,8% del campione). Solo 2 regioni sulle 10 esaminate hanno banchi di pesce con tutte le etichette in regola.

» Ue, entro giugno la proposta dell'ecolabel ittico da HelpConsumatori

» Rapporto "Pesce fresco mappa dell'illegalità" del MovimentoDifesaCittadino

» Redouble the efforts against illegal fishing, says European Parliament

» Marine Stewardship Council

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