Mary G. non mangia più

mary gC'è chi ne fa carne da macello uccidendoli in maniera assolutamente barbara, nonostante sia noto che i delfini hanno quel qualcosa in più che li rende unici.

La storia riportata dai giornali in questi giorni, inizia un anno e mezzo fa, quando un cucciolo di grampo finì incagliato nel porto di Ancona. In quella traversata perse la madre, e quando arrivò al delfinario Oltremare di Riccione, per delle cure disperate, fu Tamara Monti, insieme ad altri istruttori ed alcuni esperti, a salvarle la vita.

Da quando è morta Tamara, assassinata da un vicino di casa, Mary G. non mangia più ed ha anche una pericolosa infezione allo stomaco. Fino a poche settimane fa pesava 210 chili, ora non supera i 160.

C'è da dire che a Oltremare però non vogliono che vengano "strumentalizzate" le due vicende, anche se, forse, il termine "strumentalizzare" stride un po'. Sauro Pari, della fondazione cetacei di Riccione ha spiegato che "dal punto di vista strettamente scientifico non possiamo noi, assolutamente asserire che i due fatti siano collegati". "Si tratta comunque di una parassitosi intestinale, incubata chissà da quanto. Poi se c'è un altro motivo per cui Mary rifiuta il cibo, questo lo sa solo lei".

L'analisi scientifica è senza dubbio corretta ma, a noi che siamo forse un po' romantici sognatori, il fatto non può che essere accostato a tutti quei casi che ci fanno intuire come gli animali siano "vicini" ai propri amici umani.

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