La vegetazione dunale

vegetazione dunaleLa graduale scomparsa delle spiagge e il problema dell’arretramento delle coste è una questione che preoccupa decine di comuni e località costiere di tutta l’Italia.

Come tutti sappiamo la costa cambia in modo graduale col passare del tempo, cedendo alla forza erosiva del mare o avanzando formando un cordone di dune parallele alla battigia, questo grazie alla collaborazione di due fattori principali: il vento e le piante pioniere che riescono in breve tempo a colonizzare i suoli nudi e a renderli ospitali per le specie più esigenti.
Il vento sospinge le particelle di sabbia verso terra mentre le piante pioniere trattengono la sabbia che le circonda: il risultato è la formazione di mucchietti di sabbia intorno alle piante e poi di un vero e proprio cordone dunale.

Man mano che la linea di costa avanza verso il mare, la duna consolidata viene a trovarsi sempre più distante dalla riva, quindi il nuovo spazio viene occupato da nuove piante pioniere e si forma un altro cordone, lasciando uno spazio tra le due dune chiamato zona interdunale. Le dune più lontane dal mare sono perciò le più antiche e rappresentano la vecchia linea di riva.

Solo l’azione combinata di vento e piante la linea costiera può resistere all’azione del mare e il ruolo chiave nel processo lo svolgono le piante trattenendo i granelli di sabbia e sopravvivendo in condizioni ambientali estreme di aridità e salinità solitamente ostili alla vita vegetale.
Per trattenere la sabbia usano il loro robusto e profondo sistema radicale, mentre si difendono dalle condizioni estreme mantenendo piccole dimensioni (habitus erbaceo), e con piccole foglie rivestite di peli.

L’importanza ecologica di questi luoghi, oltre che fungere da interfaccia con l’ambiente marino e l’entroterra, e' che proteggono i boschi costieri e le colture agricole dai forti venti marini.

Se guardiamo in sezione il paesaggio dunale possiamo individuare 4 tipi di associazioni vegetali, cioè comunità con una composizione floristica che varia gradualmente dall'ambiente di battigia a quello più interno.

Nella zona più vicina al mare troviamo appunto le piante pioniere con un ciclo vitale molto rapido: dapprima il cavolo di mare (Cakile maritima) e il vilucchio marittimo (Calystegia soldanella), questa zona è chiamata Cakileto; procedendo verso l’entroterra, in posizione più arretrata, troviamo la gramigna delle spiagge (Agropyrum junceum) che forma la zona denominata Agropireto; dove la sabbia inizia ad organizzarsi in piccole dune, la specie dominante è una graminacea, lo Sparto pungente (Ammophila littoralis) che forma dei ciuffi compatti e resistenti al vento così da salvare l'ambiente più interno.

Altre specie di dune consolidate, e quindi più antiche, sono il Giglio di mare bianco (Pancratium maritimum), la pastinaca marina (Echinophora spinosa) e la calcatreppola (Eryngium maritimum).

[Francesca Pratali]

» Presentazione delle dune dall'Università di Pisa

» Caratterizzazione e protezione delle dune dal sito del Ministero

» Le dune del litorale romano

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