Il futuro nelle mani del petrolio pesante?

A partire dal 2025 il 20% della domanda mondiale di energia potrebbe essere soddisfatta dal petrolio pesante. Già dal 2010 il gas non convenzionale potrebbe rappresentare il 40% delle scorte degli Stati Uniti. Sono le stime del rapporto di Wood Mackenzie, compagnia che fornisce servizi di consulenza e ricerca nel settore dell’energia. Si tratta di

di Silvia

A partire dal 2025 il 20% della domanda mondiale di energia potrebbe essere soddisfatta dal petrolio pesante. Già dal 2010 il gas non convenzionale potrebbe rappresentare il 40% delle scorte degli Stati Uniti. Sono le stime del rapporto di Wood Mackenzie, compagnia che fornisce servizi di consulenza e ricerca nel settore dell’energia. Si tratta di stime preoccupanti perché le fonti energetiche non convenzionali sono dannose per l’ambiente e costose da estrarre.

Nello studio si identificano i fattori di rischio derivanti dall’estrazione di queste fonti energetiche: si tratta di problemi tecnici, commerciali, fiscali ed ambientali! Per questo la Wood Mackenzie avverte le compagnie interessate di valutare quanto il gioco valga la candela, per garantire che i loro investimenti vadano a buon fine. Ma qualcuno si è già fatto i suoi conti: leggo infatti sul Financial Times che la Royal Dutch Shell, la Total Europa, la ExxonMobil e la Chevron hanno già iniziato ad investire in paesi come il Canada e il Venezuela.

»Wood Mackenzie’s Unconventional Hydrocarbons study

»Study sees harmful hunt for extra oil dal Financial Times

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