Calano i consumi bio

olio biologicoDal rapporto dell'ISMEA (Istituto di Servizi per il MErcato agricolo Alimentare) si legge che nel 2006 i consumi di prodotti biologici nella grande distribuzione sono diminuiti del 2,6% rispetto all'anno precedente.

La flessione e' minore di quella registrata nel 2005, quando aveva segnato il -5,8%.

Volendo leggere in chiave ottimistica la ricerca, voglio sperare che tale flessione sia dovuta alla conversione in massa di quei clienti che prima acquistavano qualche prodotto bio al supermercato sotto casa e che hanno deciso di fare un salto di qualità, andando a comprare tutto bio in un negozio specializzato o unendosi ad altri consumatori critici in un GAS.

pasta e riso -11%
ortofrutta -6%
miele -6%
latte e formaggi -4.5%
uova -4%
salumi -3%
biscotti e dolci +3%
alimenti infanzia +15%
oli +17%

Osservando il dettaglio delle vendite, prodotto per prodotto, si nota come per alcune cose si sia disposti a spendere (oli pregiati e cibo per bambini), mentre per altre sembra che la sensibilità sia minore.
L'olio della foto l'ho trovato in un catalogo svizzero di vendita per corrispondenza ed e' pubblicizzato come il miglior olio biologico da Slow Food.

Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Francia hanno consumi di prodotti bio superiori all’Italia, che (dopo il Messico) produce buona parte di quel che arriva sulle tavole dei consumatori mondiali attenti all'ambiente.
Ho una prova diretta che i prodotti bio italiani vadano all'estero: ne trovo più a Utrecht, nei Paesi Bassi, che a Milano.

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