Interviste di ecoblog: inquinamento transpacifico

Intervista a Maarten Krol sull'inquinamento trans-oceanicoVisto l'interesse geopolitico per la questione dell'inquinamento transpacifico sollevato dal post sulle colpe Indo-cinesi alla base delle tempeste che dal Pacifico si abbattono sulle coste americane, ho rivolto un paio di domande al professor Maarten Krol, dell'università di Wageningen (Paesi Bassi), che si occupa da anni di modelli climatici e trasporto di inquinanti in atmosfera.

Professore: e' possibile che l'inquinamento prodotto in Cina arrivi fino sulle coste americane?
Certamente. Quando il vento soffia dall'ovest l'inquinamento cinese riesce ad attraversare l'Oceano Pacifico.

E' vero che l'aumento dell'inquinamento in Cina e India e' correlato alla crescita economica?
Si. L'economia cinese cresce grazie alle esportazioni, buona parte delle quali proprio verso gli Stati Uniti, dove la domanda di beni a basso costo e' enorme.

Se l'inquinamento può attraversare il Pacifico, farà lo stesso anche con l'Atlantico. Significa che noi in Europa ci respiriamo lo smog prodotto in America?
Gli Stati Uniti sono stati per anni un'entità inquinante e ora stanno sperimentando che cosa significhi esportare inquinamento. Sulla costa occidentale dell'Europa, ad esempio in Irlanda, si deve affrontare il medesimo problema: una gran parte dell'inquinamento che vi si trova proviene dagli Stati Uniti.

Come usciamo da questo pasticcio globale?
Dal momento che l'inquinamento dell'atmosfera e' per definizione un problema transfrontaliero, l'unica soluzione possibile e' la mitigazione dell'inquinamento con leggi internazionali. La posizione degli USA, a questo proposito, non e' particolarmente forte (vedi Kyoto).

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