Bracconiere incastrato dal DNA del cervo

indagini della polizia di Sondrio contro i bracconieriIl bracconiere aveva abbattuto un cervo maschio di quasi 250 chili in Val Grosina (Sondrio) e lo voleva far imbalsamare. Gli e' andata male.

La Polizia provinciale di Sondrio, grazie a investigazioni scientifiche sulla "scena del crimine" degne di quelle che si vedono nei telefilm, ha scoperto che il cervo (Cervus elaphus) era stato cacciato in un'area protetta e ha incastrato il bracconiere.

In pratica sono stati confrontati dei campioni di DNA prelevati dalla carcassa con quelli rinvenuti sul punto dell'abbattimento, in un'area interdetta alla caccia. Il bracconiere aveva poi spostato la carcassa fuori dalla zona protetta per procedere allo sventramento e reclamare il trofeo.

Mediante una ricostruzione temporale effettuata dal Centro Geofisico Prealpino di Varese è stato possibile rilevare pesanti incongruenze relative allo svolgimento dei fatti nei racconti degli amici che il sospettato aveva chiamato a testimoniare sulla regolarità della cattura. Inoltre, sono state avviate indagini presso la vicina Confederazione Elvetica per verificare la veridicità di quanto dichiarato da uno dei testimoni, un cittadino svizzero. Il testimone non poteva essere stato di aiuto all'indagato sul punto dell'abbattimento in quanto in quel momento si trovava sul posto di lavoro a Saint Moritz.

Pochi giorni fa, sempre la Polizia di Sondrio ha fatto irruzione nel laboratorio di un imbalsamatore trovandovi 20 animali morti appartenenti a specie protette (esotiche e autoctone) di provenienza sconosciuta. Una civetta nana, due sparvieri, un picchio verde, un picchio rosso, un piro-piro-culbianco, un beccofrosone, tre scoiattoli, una faina, sette serpenti e due piccoli alligatori.

Tempi duri per i bracconieri!

Via | VAOL

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