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Internazionale

Germania preoccupata per la biodiversità


Sigmar Gabriel, ministro per l’ambiente tedesco, ha dichiarato che la perdita di specie viventi costituisce un impoverimento per il mondo, sia dal punto di vista naturale che economico.

La Germania ha fatto inserire i problemi della biodiversità planetaria, insieme al cambiamento climatico, nell’agenda del G8+5 dei ministri dell’ambiente che si terrà tra il 15 e il 17 marzo a Potsdam (Il +5 indica Cina, India, Brasile, Messico e Sud Africa). Sigmar ha quantificato il tasso di estinzione a 150 specie al giorno (1.000 volte maggiore che nella media naturale). Perderemo il 30% delle specie esistenti entro il 2050, se le cose continueranno con il ritmo di oggi.

La perdita di specie mette a rischio la funzionalità degli ecosistemi. Due terzi degli ecosistemi mondiali e’ attualmente in declino. Dato che gli ecosistemi naturali producono benefici come la regolazione del clima, il controllo dei parassiti, la stabilità idrogeologica, la resa della pesca e la produzione forestale… se gli ecosistemi hanno dei problemi anche l’economia umana ne risentirà.

Si stima che il 40% del commercio mondiale si basi su prodotti organici (cibo, medicine, tessuti, materiali da costruzione, …) Ad esempio: il valore commerciale della pesca e’ di 4.5 miliardi di euro. Il 75% delle risorse pescabili e’ sfruttata oltre le capacità di riproduzione, per cui quei 4.5 miliardi all’anno hanno una alta probabilità di sparire insieme ai pesci.

Per fronteggiare questo problema non serve solo un conservazionismo ottocentesco fatto di santuari isolati, servono misure che scoraggino il commercio di specie in pericolo (non solo animali esotici, ma anche di legni da arredamento!), servono regole internazionali diffuse e rispettate ovunque, servono incentivi e disincentivi mirati, servono certificazioni di prodotto che aiutino i consumatori (e servono consumatori consapevoli!), …

Sigmar Gabriel, ha fatto poi un esempio paratico: se i biocarburanti verranno coltivati in zone che sono state rese agricole grazie alla deforestazione, il loro impatto sul clima sarà negativo e a questo si aggiungerà un grave impatto sulla biodiversità. E’ quindi indispensabile certificare la filiera di produzione dei biocarburanti per garantirne l’efficacia.

Via | BBC

P.S. una lettrice (Vanessa) mi segnala la petizione (in inglese) per far sapere ai vari ministri che il problema ci interessa e che vogliamo che vengano prese misure efficaci.

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