Pornografia climatica e comunicazione della scienza

comunicazione scientifica dei cambiamenti climaticiPaul Hardaker e Chris Collier della Royal Meteorological Society hanno lanciato un invito ai colleghi climatologi a non esagerare con gli allarmi sui cambiamenti climatici.

Entrambi i ricercatori sono convinti che i cambiamenti climatici in atto siano reali e causati dall'uomo, ma sostengono che il catastrofismo hollywoodiano non sia la migliore strategia comunicativa a disposizione degli scienziati.

Il problema che si pone in questi casi e' vecchio: la scienza non propone certezze assolute come i profeti e il pubblico non e' abituato a prendere in seria considerazione la probabilità di un evento. "Se questa cosa non e' sicura, allora aspettiamo fino a quando non sapremo con certezza che cosa succederà".

Rimandare ad un futuro indeterminato la presa di coscienza del problema e procrastinare le misure correttive e' assai poco lungimirante, per questo gli scienziati che sentono l'urgenza di smuovere i politici danno toni vividi ed eclatanti alle loro comunicazioni.

Secondo Hardaker e Collier le campagne di sensibilizzazione in atto potrebbero finire per assordare la gente con un precoce ed ininterrotto "Al lupo! Al lupo!" e diventare inefficaci in futuro. Ecco perché consigliano moderazione. Io aggiungerei che occorre educare il pubblico a prendere sul serio l'incertezza della scienza: incertezza che non deve diventare paralizzante.

Via | BBC

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