Specie aliene nel Mediterraneo

alga aliena nel mediterraneoIl mutamento o le anomalie meteoclimatiche, che negli ultimi anni hanno caratterizzato il bacino del Mediterraneo, risultano avere effetti rapidi sulle comunità animali e vegetali.

Gli ultimi 30anni hanno visto la moltiplicazione delle segnalazioni di comparsa e sviluppo di specie aliene nel Mediterraneo, da imputarsi sia direttamente che indirettamente ad attività antropiche.

Una vera e propria tropicalizzazione del nostro bacino, data sia dall'apertura del canale di Suez, dal trasporto di organismi nelle ballast water delle navi, dall'acquacoltura (che facilitano l'ingresso di specie aliene) sia dall'innalzamento della temperatura e dall'aumento dell'anidride carbonica (che rendono l'acqua più salata, meno ossigenata e più acida).
In molti casi si verificano modifiche più o meno accentuate delle comunità marine, con creazione di nuovi equilibri.

Alcune specie autoctone vengono infatti soppiantate da altre alloctone:
Caulerpa taxifolia e Caulerpa Racemosa sono due specie algali Lessepsiane (arrivate nel Mediterraneo attraverso il Canale di Suez) con un tasso di crescita elevato e alta adattabilità. Esse ricoprono qualsiasi fondale e ostacolano i cicli vitali degli altri organismi con alterazione degli equilibri ecologici del tratto di mare interessato.

Pensiamo alla competizione che la Caulerpa racemosa (che vedete nella foto) ha con l'alga bruna Cystoseira autoctona del Mediterraneo o con la pianta Posidonia oceanica. La Caulerpa soffoca gli altri organismi con la fitta rete di stoloni e impedisce ai semi della Posidonia di attecchire sul suolo, compromettendone la riproduzione.

Qualche mese fa era stata data notizia anche di banchi di Barracuda in Liguria; questi predatori dell'oceano Atlantico hanno trovato nel Mediterraneo il loro ambiente ideale, sono cresciuti e competono con la Spigola, che come predatore solitario non riesce a concorrere con branchi di barracuda.

La lista di nuove specie è lunga si passa dal Pesce Palla al Pesce Serra, dalla Donzella Pavonina al Pesce Balestra e in alcuni casi all'avvistamento di squali bianchi a passeggio nei nostri mari.
Senza contare che l'inverno mai arrivato di quest'anno ha anche promosso la presenza in grande anticipo di Meduse lungo il litorale Livornese, boom preoccupante soprattutto dal punto di vista turistico.
E dopo le meduse una fioritura preoccupante per quest'estate è quella dell'alga tossica Ostreopsis ovata, che diventerà a breve un problema nazionale visto il suo continuo sviluppo in molte coste italiane, con seri problemi per biocenosi marine e turisti.

Per il futuro non è facile fare previsioni, normalmente ci vogliono centinaia di anni perché un ecosistema possa essere stravolto completamente, ma come si può notare, stiamo andando incontro a cambiamenti climatici molto veloci e questo produrrà effetti già ampiamente visibili di Mediterraneo sempre più esotico.

[Francesca Pratali]

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