Energia termica degli oceani

estrarre energia dalla differenza termica marina

L'OTEC (Ocean Thermal Energy Conversion) e' un sistema di estrazione di energia dal mare che sfrutta la differenza di temperatura tra le acque a diverse profondità.
Il sistema e' stato proposto addirittura nel 1881 da un fisico francese, provato la prima volta nel 1930 a Cuba, e messo in funzione definitivamente nel 1996 al largo delle isole Hawaii.

L' OTEC è una tecnologia conveniente solo nei mari tropicali, dove la differenza di temperatura tra le acque di superficie e quelle profonde è di circa 20°, oppure nelle isole vulcaniche, dove si minimizza la lunghezza dei tubi che devono arrivare in profondità (il costo delle condutture ammonta al 75% dell'impianto). In questi casi la sua efficienza e' del 3% (una centrale a combustibili fossili rende 10 volte di più).

gradienti di temperatura marini

Secondo il NRAL (National Renewable Energy Laboratory USA), gli oceani possono produrre miliardi di Watt di energia elettrica, essendo delle risorse rinnovabili ampie. Inoltre l'acqua di mare fredda e profonda, utilizzata per l' OTEC, è ricca di sostanza nutrienti, è quindi possibile utilizzarla anche per l'idrocultura (produzione di alghe) e l'agricoltura a suolo freddo, per permettere a piante temperate di crescere ai tropici.

In più questa tecnologia può essere utilizzata per produrre acqua desalinizzata per usi industriali, agricoli o residenziali, può fornire aria condizionata, è una risorsa per la maricultura on-shore e near-shore e ovviamente ha un significativo potenziale di fornire elettricità pulita.

Nelle piccole isole, i benefici possono essere l'autosufficienza, minimi impatti ambientali, miglior nutrizione data dall'acqua desalinizzata e dai prodotti di maricultura.

Insomma questo è un altro dei vari modi di ricavare energia dal mare. Naturalmente ne vanno valutati gli impatti sull'ecosistema. In teoria, trattandosi di tubature installate sui pendii delle piattaforme continentali che devono scendere fino ad un chilometro di profondità, la loro ubicazione dovrebbe dare poco fastidio. Il problema e' che una centrale da 100 MW scaricherebbe acqua fredda con la stressa portata di un fiume. Che fare di quest'acqua? Oltre agli usi di cui sopra, si pensava di scaricarla di nuovo a mare, alla profondità di 100 m. A quel livello lo scarico dovrebbe essere termicamente isolato dalle acque superficiali, dove si svolgono le attività biologiche più intense.

[Francesca Pratali]

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