Governo USA: i biocarburanti si faranno senza mais

Biocarburanti e mais

Clay Sell, vice-ministro dell'energia americano ha dichiarato: “Il futuro dei biocarburanti non si basa sul mais”.

Oggi lo stra-sovvenzionato etanolo made in USA viene quasi tutto dalle pannocchie, cosa che ha causato aumenti vertiginosi del prezzo del mais (+100% nel 2006) e dei campi coltivabili (+15% all'anno). A rimetterci non sono solo i messicani, che tradizionalmente usano il mais per preparare le tortillas, ma anche gli allevatori di animali americani. Dato che la produzione statunitense di etanolo dovrebbe aumentare di circa 2,4 miliardi di galloni fra il 2007 ed il 2008, le proteste cominciano a farsi sentire.

Forse per calmare gli animi, Sell ha dichiarato che in futuro si useranno biocarburanti non provenienti dal mais. Uno è l'etanolo cellulosico, ottenuto grazie a microbi che separano gli zuccheri contenuti nelle particelle legnose di colture non commestibili e fanno poi fermentare gli zuccheri fino a che non diventano carburante. Un altro è il biobutanolo, che si può ottenere sia dal petrolio (!) che dalle biomasse.
Sell è convinto che questi nuovi biocarburanti – disponibili fra una decina d'anni - aiuteranno a tagliare i gas serra. Il vice-ministro ha anche affermato che al momento questi carburanti sono molto più costosi del normale etanolo, ma che la ricerca troverà soluzioni capaci di abbattere i costi.
Non solo, per Sell l'Amministrazione Bush finanzierà anche ricerche utili per la riduzione del riscaldamento globale quali lo sviluppo del carbone pulito (!!).
Altri metodi di riduzione delle emissioni globali, come la borsa delle emissioni (che fissa tetti nazionali di emissioni di gas serra) sono invece considerati dal governo USA troppo dannosi per l'economia (con buona pace dell'ambiente).

A mio avviso, la cosa più sconvolgente di queste dichiarazioni è che l'attuale amministrazione americana sta pianificando investimenti in ricerca legata al vecchio motore a combustione interna con un orizzonte temporale di lungo termine (se la tecnologia è pronta fra dieci anni va poi sfruttata per almeno altri dieci anni...).
Mentre i giapponesi scommettono con enorme successo sugli ibridi e mentre si moltiplicano le imprese capaci di produrre auto elettriche con prestazioni simili a quelle delle auto a benzina, gli americani prevedono che fra vent'anni le nostre automobili saranno ancora stufe viaggianti!

[Matteo Razzanelli]

Via | Reuters

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