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Carburanti

(Eco-)Riflessioni sulla “fine del petrolio facile”

Se la dichiarazione dei CEO di Shell e Total di cui abbiamo reso conto nel post precedente si rivela esatta, siamo di fronte ad una vera e propria “bomba silenziosa”. Non ripresa dai giornali di massa, cambia comunque tutto. Cambia prospettive, investimenti, futuro delle energie rinnovabili e delle politiche di efficienza energetica.
Quello che Shell e Total dicono, tradotto, significa: “Signori, estrarre petrolio costerà sempre di più”. Chi lavora sul campo, ci sta dando un indizio sulla tendenza al rialzo dei prezzi del petrolio almeno per i prossimi cinque anni.

Le conseguenze delle dichiarazioni di Shell e Total sulla domanda di petrolio
Ciò significa che il prezzo del barile di oro nero non tornerà ai livelli degli anni ’90, anzi, continuerà a salire per avvicinarsi ai livelli visti durante gli shock petroliferi (nel grafico sopra, vedremmo la linea rossa tornare a rialzarsi).
Indipendentemente dal raggiungimento o meno del picco del petrolio, possiamo quindi ragionare sulle conseguenze di un trend al rialzo dei costi di produzione che si verificherà contemporaneamente ad un sensibile aumento – previsto dalla IEA – della domanda giornaliera pro-capite di petrolio. La domanda di greggio infatti dovrà, per esempio, fare i conti con la motorizzazione di centinaia di milioni di cinesi ed indiani.
Che rapporto c’è fra prezzo e domanda di greggio? Nel breve periodo, anche di fronte ad aumenti consistenti, la domanda è rigida: in poche parole non scende molto, perché non si cambiano auto ed abitudini in una settimana. Nel lungo periodo però gli aumenti rimangono impressi nella testa delle persone e nei provvedimenti legislativi, portando alla scelta di auto più efficienti, alla creazione di nuovi standard per gli elettrodomestici, etc…
Gli shock petroliferi degli anni ’70 ed ’80 per esempio hanno azzerato la tendenza al costante aumento dei consumi mondiali di petrolio giornalieri pro-capite (linea blu). Nel grafico che vedete, la freccia blu rappresenta il trend della domanda di petrolio, come previsto prima degli shock. Dopo gli shock, la domanda ha smesso di aumentare e si è mantenuta costante nei 30 anni successivi!
Risultato: gli shock petroliferi ancora oggi ci fanno risparmiare un trilione di galloni l’anno di greggio!! [calcolo zfacts.com]
Tutto sta nel vedere quanto gli aumenti dei costi di esplorazione e sfruttamento si rifletteranno sul prezzo del barile. Come dicevo però, in questo i prezzi sono aiutati dall’aumento della domanda mondiale.

Quindi se il “petrolio facile” è veramente finito, nei prossimi anni gli investimenti nelle fonti rinnovabili, nel risparmio energetico, etc… saranno sempre più convenienti ed anche i paesi di nuova industrializzazione potrebbero guardare con favore ai carburanti alternativi al petrolio, scongiurando o limitando l’impennata del consumo mondiale pro-capite di greggio che dovrebbe far seguito all’industrializzazione cinese ed indiana.

[Matteo Razzanelli]

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